giovedì 29 marzo 2018
La potente Forza degli anni 80
giovedì 31 agosto 2017
Ad un anno dal cammino
venerdì 23 settembre 2016
Il turista italiano
Te ne stai seduto in pace, in silenzio. Ti godi il momento. Hai camminato in silenzio per giorni, ora quel silenzio è più riposante. Puoi gustare tranquillamente un po'di cucina locale, ogni tanto puoi allungare l'orecchio per renderti conto come l'idioma del posto ti stia diventando familiare e estraneo allo stesso tempo, e la cosa ti diverte, diverte perché sei in grado di colmare la differenze (alcune, non tutte) tra spagnolo e galiziano.
Poi voci altissime rovinano il momento, descrivono tutto quello che vedono, per comunicare col barista, col cameriere parlano più piano, più forte, ma sempre in italiano!
La verità è che a questi turisti o pellegrini che siano, va anche bene così, per fortuna loro spagnoli e italiani riescono sempre ad intendersi tra di loro nelle rispettive lingue. Si francesi e ai tedeschi va peggio. I primi si rifiutano di imparare altre lingue, e nessuno al mondo tiene davvero a voler imparare il tedesco. Gli italiani sono fortunati. Sono meno molesti per questo? No, ho detto solo che sono fortunati.
Li vedi muoversi in gruppi, gli italiani solitari sono così rari che quando dico che sono italiano e che cammino da solo vedo gli occhi increduli della gente.
I gruppi di italiani sul Cammino sono degni di un film di Verdone, ridicoli, rumorosi,pittoreschi. Ci dev'essere qualcosa che li porta improvvisamente a cantare in gruppo canzoni di Claudio villa (non importa l'età di questi pellegrini), Azzurro di Celentano e per chiudere, ma quello è anche il momento di cambiare bar, Volare.
Cristo, cantano Volare oh oh...
Che succede a questa gente in viaggio, anche ai giovani, nostalgia? Pensate che queste canzoni ricalchino l'ideale mondiale (sbagliato) dell'italiano simpatico?
Forse io sono un italiano stronzo, può essere.
Ma fuggo dalle vostre persone, dai vostri canti, dal vostro vociare come foste kryptonite.
Oggi è una bellissima giornata. C'è il sole, i bar stanno cominciando a mettere fuori le tapas per pranzo. Non rovinare tutto e Per favore, tutti voi che state per venire in Spagna, state per fare il cammino, tutti voi che state per passare un mese in questa terra bellissima, per favore, tutti voi, imparatele almeno un paio di frasi in spagnolo. Echeccazzo
mercoledì 21 settembre 2016
Gli spettri di finisterre
Tradizione vuole che al cabo di fisterre, alla punta di finisterre, di fronte al mare, sulla costa della morte, si bruci qualcosa che ti ha accompagnato durante il cammino. Lasciarsi qualcosa indietro per andare avanti più leggeri.
Sta finendo qualcosa di grande ed è sempre difficile quando qualcosa finisce. Ormai da tempo hai deciso che brucerai il tuo bastone, che così terminerà pure lui il suo cammino. Almeno puoi dirti che andrai avanti più leggero , ma la verità è che i primi passi senza bastone sono strani. Per un mese ti ha accompagnato e ora dovrai farcela da solo. Simbolismi come se grandinasse. Ma il cammino è così, può essere solo un viaggio a piedi, un trekking per gente con un sacco di tempo e poco amore per i propri piedi, e si possono ignorare i simbolismi e le metafore e i riti. Oppure lo si può sentire nel profondo, non c'entra niente la religione, c'entra il sentire e il sentire è collegato al sapere ascoltare. Il cammino ha una voce costante e per me quella voce era il suono del mio bastone che martellava il suolo ad ogni mio passo.
Cominci a tornare a casa quando ti lasci alle spalle il faro di finisterre, è un viaggio lungo, di solito include tutta una serie di mezzi di trasporto. Mi è bastato un passo per capire che il mio Cammino era finito, non mi parlava più, c'era ormai solo l'eco dei passi già fatti.
Il pellegrini...pardon, gli ex pellegrini che passeggiano per finisterre li riconosci facilmente, non camminano veramente, vagano come spettri. Non ci sono più conchiglie né frecce da seguite, né chilometri da percorrere. Vagano perché hanno memoria di chi erano ieri, e stanno cominciando a capire che domani saranno qualcos'altro, la somma di quello che erano prima di cominciare a camminare e un po' di quello che ricorderanno del cammino se hanno ascoltato sul serio.
Io ricorderò per sempre il suono del mio bastone, il battito del cuore del mio cammino. E se adesso mi vedete vagare per finisterre è sì per lo spaesamento , ma anche perché sto cercando un posto dove mangiare... Ah, proviamo lì...
martedì 20 settembre 2016
Ad un passo dalla fine
Improvvisamente, vicino alla fine di questa tappa di 30 e passa chilometri, a circa 50 da Santiago, ad un soffio dalla fine del mondo. All'improvviso mi sembra di non aver mai fatto altro nella mia vita che non fosse camminare. C'era un'altra vita prima, ma dopo tanto chilometri sembra quasi un sogno lontano, irreale. Irreale perché cosa c'è di più concreto di camminare, più concreto di avete sulle proprio spalle tutto ciò che si possiede e i piedi cine unico mezzo per attraversare il mondo intero? Eppure c'era una vita diversa in cui non camminavo, una vita diversa in cui le persone che incontri e a ci vuoi bene le vedi per una seconda, terza volta. Non le lasci indietro dopo un po' augurando loro buen camino.
Un mondo fatto di cose superflue che però danno gioia di vivere perché mangiare solo per sopravvivere non è divertente.
E adesso, ad in passo dalla fine del mondo ti trovi a metà tra due mondi e li vedi entrambi, e tu sei nel mezzo e non c'è una routine del pellegrino che ti permetta di capire, non c'è un video su Youtube che renda questo momento semplice da affrontare.
Tra poco non sarò più quello che sono stato per un mese, per ogni singola ora, per ogni chilometro e dovrò imparare di nuovo, dovrò ricordarmi chi ero prima, senza dimenticare mai i chilometri, i passi, le albe
sabato 17 settembre 2016
La fine del cammino del Nord
Il programma è una linea guida, al massimo dura due giorni, perché so che in un modo o nell'altro non lo rispetto mai. Di solito perché faccio qualche chilometro in più del previsto. Oggi il programma aveva una finale stupendo: ricongiungimento al cammino francese a 26 chilometri da Santiago. Ma poi che succede? Facciamo due passi indietro per capire. Da Boimorto partono due rettilinei infiniti di 20 km, noiosissimi, piattissimi. perfetta conclusione per il cammino del Nord. Ovviamente sul cemento, anche se in mezzo agli alberi. Dopo una lunga salita (le salite mi piacciono) e qualche metro ritrovo in cammino francese. Mi fermo all'incrocio, vedo i primi pellegrini che passano, alcuni sono turisti con zainetti minuscoli. Alcuni zoppicano. Sono le 14,30. Sorrido. Sorrido perché ripenso alla strada fatta, ripenso alle macchine, all'asfalto, a tutto l'asfalto. Alla fatica, alla solitudine costante. Sorrido. E riparto. Ma non cammino, praticamente volo! Supero gente, saluto. Incrocio un po'di folclore del cammino, vedo anche sette persone che a Santiago ci stanno andando a cavallo (tutto è meglio di una bici, ma la Compostela dovrebbero darla al cavallo). E cammino. Supero Brea, la mia tappa, solo 29 km, mica 31 come diceva la guida. E continuo avanti, mi godo ogni singolo passo, mi fermo 8 km più avanti. Come se non avessi camminato niente. Leggero. Mi sono scrollato l'asfalto dalle spalle, ho abbandonato per sempre la n 634. Santiago è a soli 20 km. Ma svoltare quell'incrocio è stato il mio premio. Il prossimo mi aspetta davanti all'oceano
venerdì 16 settembre 2016
Il bastone perfetto
Questa è la storia di un pellegrino e di un bastone.
Questa storia però comincia senza bastone e con un pellegrino che si mette in cammino, ma sente ad ogni passo che manca qualcosa alla sua camminata.
Cammina per chilometri senza bastone e si lamenta. Si lamenta in discesa perché sa quanto un bastone aiuti a non cadere e a controllare il passo. Si lamenta in salita perché quella gamba in più, quel sostegno in più rende meno gravoso lo sforzo.
Ma il Pellegrino è anche vittima della propria esperienza e del cammino già fatto e non vuole spendere una fortuna per un pezzo di legno visto che l'ultima volta l'ha pagato una cifra bassa e onesta. Così ogni tanto fruga nella cesta di qualche negozio, ma poi passa oltre. Trova anche un pezzo di legno decente che lo aiuta in una mezza tappa tra i boschi in salita. Un pezzo di legno decente, ma troppo lungo, troppo sottile, troppo leggero. Era solo questione di tempo, si sarebbe spezzato.
Il pellegrino cominciava a credere che stavolta non avrebbe avuto il suo bastone, avrebbe portato con sé per un po'il pezzo di legno e poi lo avrebbe lasciato in un modo o nell'altro.
Ma arrivando a Guernica il nostro eroe si reca all'albergue. È presto, tanto. L'una circa, e l'albergue avrebbe aperto tra tre ore. In questi momenti un altro pellegrino si siederebbe in un bar e si riposerebbe per tre ore mangiando pinxtos e bevendo cerveza.
Ma il nostro pellegrino non è fatto così. Rimane fermo per 5 minuti buoni davanti al cancello dell'albergue. Visto da fuori doveva sembrare strano anche per il metro di questi folli che si fanno tutti questi chilometri a piedi. Chissà cosa pensava la gente che lo vedeva lì immobile, neanche lo zaino si era levato.il pellegrino era sì immobile col corpo ma la sua testa correva tra i chilometri della tappa, i passi fatti e quelli che avrebbe potuto ancora fare e i suoi occhi pure si muovevano rapidi, da una parte cercavano di capire attraverso le finestre come fosse quel nuovo rifugio per la notte, all'altra videro qualcosa. Dietro il cancello chiuso dell'albergue, dimenticato?parcheggiato? Lasciato lì per lui? C'era un bastone. Perfetto.
Qualcuno avrebbe detto troppo pesante, troppo grosso, ma per il nostro pellegrino era perfetto. Adesso il pezzo di legno occupa il posto del bastone perfetto e il nostro pellegrino cammina lungo il mare non più solo.
Sono passati giorni, sono passati chilometri da quell'incontro, e nel fondo consumato del suo fedele bastone il Pellegrino rivede le fatiche, le salite, le discese che insieme hanno affrontato
Popular Posts
-
Se ripenso ad alcune delle esperienze passate mi rendo conto dell’imprudenza, dell’insensatezza di alcune cosa fatte in totale non cura...
-
Ovviamente quando parti non pensi a tutto quello che potrebbe andare storto, o meglio non hai idea dei modi in cui qualcosa potrebbe ...
-
Considerazioni sul Cammino del Nord dopo 9 giorni, di questi ben 6 passati a camminare sull'asfalto su strade trafficate, con macchine t...
-
Il programma è una linea guida, al massimo dura due giorni, perché so che in un modo o nell'altro non lo rispetto mai. Di solito perché ...
-
Quando vedi la fine, la Fine, quella con la F maiuscola e te ne stai lì a guardarla per un po', mangiando enpanada e bevendo coca, quand...
-
Improvvisamente, vicino alla fine di questa tappa di 30 e passa chilometri, a circa 50 da Santiago, ad un soffio dalla fine del mondo. All...
-
Tradizione vuole che al cabo di fisterre, alla punta di finisterre, di fronte al mare, sulla costa della morte, si bruci qualcosa che ti ha ...
-
Sta diventando complicato trovare una Wi-Fi, per cui questo è(almeno), il resoconto di te giorni di cammino. La partenza da san Sebastian è...
-
-Quando ero piccola- disse Coraline al gatto -e abitavamo nella nostra vecchia casa, molto ma molto tempo fa, papà mi portò a fare una p...
-
A due giorni dalla Galizia, a sette/otto da Santiago. La costa sta per finire. Tra poco quella striscia blu in lontananza che ogni tanto fa...





