martedì 13 settembre 2016

Il cammino di cemento

A due giorni dalla Galizia, a sette/otto da Santiago. La costa sta per finire.
Tra poco quella striscia blu in lontananza che ogni tanto fa capolino tra gli alberi ci lascerà. La ritroverò quando il mio camino sarà quasi finto. 300 km più avanti, che detta così sembrano molti ma se penso che ne ho già percorsi più di 700 allora quelli davanti a me sembrano una passeggiata.
Volevo, per rigore di cronaca aspettare di trovarmi sul Cammino francese per tirare le fila del cammino del Nord, ma a questo punto va bene anche adesso (Anche perché immagino che la Galizia sia un mondo in po' a se stante).
Sono partito il 26 agosto da San Sebastian oggi è l'11 settembre. Sono 17 giorni che cammino (più 4 giorni sul Cammino francese prima di arrivare a san sebastian) e per me il cammino del Nord è, nella mia mente, il cammino d'asfalto, il cammino de la carettera, il cammino n 634. N634 è l'indicazione che ti trovi a seguire più spesso, l'indicazione di una strada che segue la costa, e con lei macchine e camion.
N 634 è diventato un mantra, un punto fermo, una sicurezza a cui aggrapparsi in assenza di frecce.
N 634 è la verità di questo cammino, concreta,   concrete (cemento in inglese), tangibile e priva di spiritualità come solo il cemento sa essere.
N 634 è come un marito violento di cui sei, stranamente, innamorata, come una moglie che ti inganna e tradisce ma che ancora ami.
E ti attacchi disperatamente a quei momenti in cui ti tratta bene. Rari, pochi momenti.
È la playa di Santoña la regina di questo inganno. Bellissima spiaggia, prima vera playa in cui ti trovi a camminare. Ma voglio ripensare al giorno in cui ci sono arrivato. In mattina scendo a Laredo, una città di mare, colata di cemento senza personalità in una baia altrimenti bellissima. Laredo è lunghissima, è brutta, priva di una qualsiasi estetica architettonica. Dovevo intuirlo. All'arrivo in città mi accoglie un condominio, una torre, ottagonale mi sembra, in cemento, raccapricciante per la sua bruttezz. E rappresenta perfettamente la città. Sull'estrema punta di Laredo il Pellegrino prende un battello, 5 minuti di traversata e si ritrova a Santoña, centro storico carino, per carità, ma niente di che, certo, dopo Laredo Carpi sembrerebbe Capri. Per uscire da Santoña si affrontano due rettilinei (2 di numero) lunghissimi, disperati, ai lati case, casette, un enorme complesso militare. Il mare è dietro tutto questo. E quindi? Dove sta questa bellissima spiaggia? La spiaggia compare quando ci arrampichiamo su un piccolo monte, su un sentiero adatto alle capre. Il panorama da lì è stupendo. Si ridiscende poi in una spiaggia bellissima.
In quella carezza improvvisa dopo gli schiaffi di cemento sta l'inganno.
Dimentichi la dimenticabile Laredo. Dimentichi il cemento e l'asfalto. Finalmente il mare, la sabbia. È stupendo.
È così stupendo che di solito le foto che ritraggono il cammino del Nord le fanno tutte qui. Tutte. Qui. È il sorriso di posa dell'album fotografico. Perfetto. Non c'è la violenza domestica fisica e psicologica del partner. Qui sono tutti felici. Dimentichi che cammini per giorni, GIORNI, lungo la strada, la tua nuova amica, la n 634.
Potevi andartene, potevi tornare sul francese. È vero, e ci ho pure pensato. Paradossalmente il giorno in cui stavo decidendo di farlo è stato un bel giorno di cammino. Superata la Cantabria, arrivato in Asturie, la cosa è un po' migliorata. Migliorata per i livelli del cammino del Nord. Non per il francese. Qui non si avverte niente. Né la natura, né la spiritualità, né la religione, né la storia o la tradizione.
Tra due giorni la Galizia e so già che lì le cose saranno migliori. Tra 6 giorni ritroverò il cammino francese, poi Santiago e la strada verso il mare e so che quando vedrò di nuovo l'oceano davanti a me il cemento e l'asfalto saranno ricordi lontani e mi sarò nuovamente immerso nell'esperienza del cammino che qui a nord non ho trovato

Nessun commento:

Posta un commento

Popular Posts

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *