venerdì 16 settembre 2016

Il bastone perfetto

Questa è la storia di un pellegrino e di un bastone.
Questa storia però comincia senza bastone e con un pellegrino che si mette in cammino, ma sente ad ogni passo che manca qualcosa alla sua camminata.
Cammina per chilometri senza bastone e si lamenta. Si lamenta in discesa perché sa quanto un bastone aiuti a non cadere e a controllare il passo. Si lamenta in salita perché quella gamba in più, quel sostegno in più rende meno gravoso lo sforzo.
Ma il Pellegrino è anche vittima della propria esperienza e del cammino già fatto e non vuole spendere una fortuna per un pezzo di legno visto che l'ultima volta l'ha pagato una cifra bassa e onesta. Così ogni tanto fruga nella cesta di qualche negozio, ma poi passa oltre. Trova anche un pezzo di legno decente che lo aiuta in una mezza tappa tra i boschi in salita. Un pezzo di legno decente, ma troppo lungo, troppo sottile, troppo leggero. Era solo questione di tempo, si sarebbe spezzato.
Il pellegrino cominciava a credere che stavolta non avrebbe avuto il suo bastone, avrebbe portato con sé per un po'il pezzo di legno e poi lo avrebbe lasciato in un modo o nell'altro.
Ma arrivando a Guernica il nostro eroe si reca all'albergue. È presto, tanto. L'una circa, e l'albergue avrebbe aperto tra tre ore. In questi momenti un altro pellegrino si siederebbe in un bar e si riposerebbe per tre ore mangiando pinxtos e bevendo cerveza.
Ma il nostro pellegrino non è fatto così. Rimane fermo per 5 minuti buoni davanti al cancello dell'albergue. Visto da fuori doveva sembrare strano anche per il metro di questi folli che si fanno tutti questi chilometri a piedi. Chissà cosa pensava la gente che lo vedeva lì immobile, neanche lo zaino si era levato.il pellegrino era sì immobile col corpo ma la sua testa correva tra i chilometri della tappa, i passi fatti e quelli che avrebbe potuto ancora fare e i suoi occhi pure si muovevano rapidi, da una parte cercavano di capire attraverso le finestre come fosse quel nuovo rifugio per la notte, all'altra videro qualcosa. Dietro il cancello chiuso dell'albergue, dimenticato?parcheggiato? Lasciato lì per lui? C'era un bastone. Perfetto.
Qualcuno avrebbe detto troppo pesante, troppo grosso, ma per il nostro pellegrino era perfetto. Adesso il pezzo di legno occupa il posto del bastone perfetto e il nostro pellegrino cammina lungo il mare non più solo.

Sono passati giorni, sono passati chilometri da quell'incontro, e nel fondo consumato del suo fedele bastone il Pellegrino rivede le fatiche, le salite, le discese che insieme hanno affrontato

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