Quanto tempo è passato dal mio primo post?
Un anno.
Quanti chilometri?
Molti.
E dopo tutto sono ancora pronto ad affrontare un nuovo
Cammino.
Qualcuno lo definirebbe un Cammino NG+.
Ma questo qualcuno sarebbe un nerd, ma avrebbe ugualmente
ragione.
Anche se la situazione in cui mi trovo a scrivere è più o
meno la stessa dello scorso anno il modo in cui la sto affrontando è
decisamente diverso.
Ricapitoliamo.
Lo scorso anno cominciai a scrivere questo blog il primo di
agosto, il primo di settembre sarei partito per saint jean pied du port, e il 3
settembre avrei cominciato il mio Cammino.
Ai tempi mi tenni volutamente all’oscuro il più possibile su
tutto, tranne l’essenziale. Volevo essere sorpreso, volevo affrontarlo per
conto mio, senza aiuti, senza cheat, senza codici.
Io e i miei piedi
Quest’anno le cose sono leggermente diverse. Partirò tra 2
settimane e, pur compiendo un cammino diverso, so a cosa vado incontro.
Una strada più lunga, un dislivello totale maggiore,
probabilmente una temperatura più bassa e il mare, il mare di fianco a me per
quasi tutto il tempo, a farmi compagnia, a darmi forza.
Se la domanda “perché stai facendo il cammino?” è una di
quelle domande a cui è difficile rispondere, “perché lo stai facendo una
seconda volta?” lo è ancora di più. Ci penso e la cosa che ho capito è che ho
ancora una strada da finire di percorrere prima di poter dire di aver compiuto
il mio cammino. Come se mi fossi fermato a metà. Come se non fosse finito. Una cosa
che scrissi un anno fa, ed è una cosa che ci si sente spesso ripetere lungo la
strada, è che una volta che si è stati pellegrini lo si rimane per sempre.
Adesso capisco meglio cosa significhi.
Devo sforzarmi per non fare l’errore tipico del pellegrino,
devo sforzarmi per non pensare solo alle cose positive che ho provato lungo la
strada, e ci sto riuscendo. Anche troppo.
Sto per affrontare di nuovo le difficoltà che hanno reso
intenso il mio viaggio, ma stavolta sono più preparato. Stavolta vorrei evitare di spezzarmi le unghia
dei piedi e di proseguire solo con la forza della testardaggine. Conosco i miei
piedi e le mie gambe, conosco i dolori, conosco i sassi e le salite e le
discese.
E So di cosa sono capace perché c’ero quando l’ho fatto.
Un nuovo viaggio, nuovi chilometri, nuovi panorami, nuovi
pomeriggi a camminare sotto il sole, sotto la pioggia, mentre il mondo se ne
starà sdraiato in spiaggia, o in montagna, o in campeggio, io conterò i
chilometri, i chili sulla schiena e ogni volta che mi ricaricherò sulle spalle
lo zaino ci sarà tutto quello che ho già superato a darmi una mano e a
ricordarmi che ho passato di peggio.
Si riparte.

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