mercoledì 3 agosto 2016

Santiago NG+



Quanto tempo è passato dal mio primo post?
Un anno.
Quanti chilometri?
Molti.
E dopo tutto sono ancora pronto ad affrontare un nuovo Cammino.
Qualcuno lo definirebbe un Cammino NG+.
Ma questo qualcuno sarebbe un nerd, ma avrebbe ugualmente ragione.
Anche se la situazione in cui mi trovo a scrivere è più o meno la stessa dello scorso anno il modo in cui la sto affrontando è decisamente diverso.
Ricapitoliamo.
Lo scorso anno cominciai a scrivere questo blog il primo di agosto, il primo di settembre sarei partito per saint jean pied du port, e il 3 settembre avrei cominciato il mio Cammino.
Ai tempi mi tenni volutamente all’oscuro il più possibile su tutto, tranne l’essenziale. Volevo essere sorpreso, volevo affrontarlo per conto mio, senza aiuti, senza cheat, senza codici.
Io e i miei piedi
Quest’anno le cose sono leggermente diverse. Partirò tra 2 settimane e, pur compiendo un cammino diverso, so a cosa vado incontro.
Una strada più lunga, un dislivello totale maggiore, probabilmente una temperatura più bassa e il mare, il mare di fianco a me per quasi tutto il tempo, a farmi compagnia, a darmi forza.
Se la domanda “perché stai facendo il cammino?” è una di quelle domande a cui è difficile rispondere, “perché lo stai facendo una seconda volta?” lo è ancora di più. Ci penso e la cosa che ho capito è che ho ancora una strada da finire di percorrere prima di poter dire di aver compiuto il mio cammino. Come se mi fossi fermato a metà. Come se non fosse finito. Una cosa che scrissi un anno fa, ed è una cosa che ci si sente spesso ripetere lungo la strada, è che una volta che si è stati pellegrini lo si rimane per sempre.
Adesso capisco meglio cosa significhi.
Devo sforzarmi per non fare l’errore tipico del pellegrino, devo sforzarmi per non pensare solo alle cose positive che ho provato lungo la strada, e ci sto riuscendo. Anche troppo.
Sto per affrontare di nuovo le difficoltà che hanno reso intenso il mio viaggio, ma stavolta sono più preparato.  Stavolta vorrei evitare di spezzarmi le unghia dei piedi e di proseguire solo con la forza della testardaggine. Conosco i miei piedi e le mie gambe, conosco i dolori, conosco i sassi e le salite e le discese.
E So di cosa sono capace perché c’ero quando l’ho fatto.
Un nuovo viaggio, nuovi chilometri, nuovi panorami, nuovi pomeriggi a camminare sotto il sole, sotto la pioggia, mentre il mondo se ne starà sdraiato in spiaggia, o in montagna, o in campeggio, io conterò i chilometri, i chili sulla schiena e ogni volta che mi ricaricherò sulle spalle lo zaino ci sarà tutto quello che ho già superato a darmi una mano e a ricordarmi che ho passato di peggio.
Si riparte.



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