lunedì 21 dicembre 2015

Star Spoiler... la chiaccherata con me al bar che ti parlo di star wars cercando di non rovinarti niente e fallendo...





Me ne ero tenuto fuori volutamente.
Da principio per rispetto dell'attesa, è dall'83 che aspettiamo un bel film di Star Wars, poi per rispetto a chi doveva ancora vederlo.
Poi però è successo che mi chiedessero cosa ne pensassi.
Ora, che io sia un fan è riconosciuto e riconoscibile, la mia passione per la fantascienza e per il cinema è documentata e certificata, ma questo basta?
Spero proprio di no, ma mi riempie di piacere vedere che a qualcuno interessasse la mia opinione, ma visto che non voglio imporla a nessuno la pubblicherò qui, sul blog che usavo per il cammino di Santiago, per cui se volete leggervela venite qui, io non ve la impongo in nessun modo, siete liberi di pensarla come volete, non mi interessa, se mi fosse interessato sarei venuto a leggere le vostre recensioni.
Qualcuno ha detto che i fan di Star Wars perdonano ogni cosa a Star Wars, evidentemente questo qualcuno non conosce il nerdverso e i suoi abitanti. I nerd non dimenticano (maledetto jar jar), i nerd non perdonano (sono su un cucuzzolino di terra più in alto di te anakin, non puoi più vincere),i nerd sono armata e custode di conoscenze che al resto dell'umanità molto probabilmente non interessano.
Se Il risveglio della forza fosse stato una seconda Minaccia Fantasma sarebbe stata la morte della galassia lontana lontana, questo lo so io, lo sa JJ e lo sapevano alla disney.
Quindi, claudio, hai visto il risveglio della forza, hai preso i biglietti a fine ottobre giusto per stare tranquillo e avere degli ottimi posti, ora dicci, ti è piaciuto?
L'immagine di copertina della  mia pagina FB con Leonard, Raj e Woloviz in estasi a fine visione del film dovrebbe essere piuttosto esplicativa.
Ma andiamo con ordine per quanto possibile.
È Star Wars. E tanto!
È tutto quello che non era la Minaccia Fantasma e in genere la seconda trilogia. Il mistero della galassia lontana, personaggi con un passato, storie di cui non conosciamo ogni dettaglio, stiamo come nel 77, catapultati nel mezzo di qualcosa di cui finalmente ignoriamo i fatti. Si è scritto tantissimo, forse troppissimo, sull'universo espanso e c'erano gare in ogni dove tra fanatici che riconoscevano gli stili di combattimento jedi, i nomi delle razze aliene, i legami, le antipatie di ogni singolo personaggio della serie per quanto piccolo fosse.
Questa gente oggi non sa niente, come fosse il 77, e forse a qualcuno brucia pure un po’.
Kylo Ren, partiamo da lui, è più interessante di Veder in Star Wars (mi rifiuto di chiamarlo Una nuova speranza), dove il vecchio Darth era una macchia nera non particolarmente rapido ad aprire il fuoco su Luke durante l'assalto alla Morte Nera. Ancora non era Anakin, ancora non uno Skywalker.
Sì, Kylo/Ben senza casco ha la faccia che ha, ma che onestamente ha quell'aria che ricorda qualcuno, come un'aria di famiglia che mi ha fatto apprezzare la scelta. E poi cresce, cambia. Qualcuno ha reputato troppo repentino lo sviluppo sull'identità di Kylo Ren, ma probabilmente non hanno visto il film perché senza un'identità, senza quell'identità la scena, LA SCENA, non avrebbe avuto quel tipo di peso, di quel tipo di ripercussione sulla trama, sulle emozioni dei personaggi, sulle emozioni del tipo che ha urlato in sala disperato… sul serio.
E poi diciamocelo Kylo Ren con la maschera e incazzato è puro lato oscuro, incontrollato, selvaggio, un po’ come Darth maul eccitato e furioso per il combattimento.
Finn (sì, mi tengo Rei per ultima) non mi piaceva un gran che dai trailer, per il colore? No, per lo sguardo sempre spaesato che aveva nelle scene scelte, ma poi!!! Fin mi è piaciuto, ha quel lato un po’ fesso da pesce fuor d'acqua che aveva Luke nel primo film, il regazzetto che deve compiere imprese, e che poi lo fa davvero! Il viaggio di un eroe parte con la scelta di andarsene di casa, anche quando questa casa è il Primo Ordine, per fare ciò che si ritiene giusto.
Poe Demeron ha la faccia di bronzo che aveva Han Solo a trent'anni, non importa se sei Kylo Ren che mi minaccia o Darth Vader che sta per congelarmi nella grafite, diranno qualcosa di fighissimo o di sprezzante. Non si vede tanto, ma conquista forte!
BB8 è il nuovo droide che tutti ameremo, per mille motivi. Quella pallina ha un solo "occhio" nemmeno un braccio ("bb8 reggiti" è una battuta geniale") eppure è terribilmente espressivo.
E poi Rei… Rei… è puro Star Wars, gli occhi alle stelle, imprudente, avventata, impaziente, forte, affascinante e sofferente… carina e destinata alle vie della Forza, la nuova ragazza dei sogni per i nerd che verranno (o anche per quelli che sono già qui). E con un passato che sarà un punto importante per la storia… sì perché la gente che si è lamentata per l'identità di Kylo Ren sta continuando a fissare il dito e si sta perdendo la luna intera!!!
Sono partito a parlare dei personaggi perché sono la parte che mi ha convinto di più del film.
Poi c'è la fotografia. Finalmente il futuro, finalmente i pianeti lontani, i campi lunghi, gli spazi aperti, finalmente ci siamo tolti dal naso i blu screen della seconda trilogia.
E poi le maschere, i pupazzoni, tutto così tangibile, così vero… tranne quei cosi che trasporta Solo… e infatti quelli non mi sono piaciuti molto… su snooke non mi esprimo, sarebbe come dire qualcosa sull'imperatore dopo i suoi 20 secondi di gloria nell'Impero colpisce ancora.
Il risveglio della Forza fa esattamente quello che fece Star Wars, per alcuni in modo troppo simile, introduce ad un mondo più vasto e ci rende piccoli.
Siamo piccoli perché siamo con Rei e Finn, non sappiamo altro, non ci viene spiegato altro, siamo a conoscenza del primo ordine grazie a Finn e del passato conosciamo solo voci e leggende, ma non perché le abbiamo viste (più e più e più volte) ma perché quelle leggende sono le favole che hanno cresciuto Rei e le hanno fatto volgere gli occhi verso le stelle verso qualcosa di più che non girovagare per Jakku a rubacchiare pezzi da vecchi star destroyer.
La forza è tornata mistica, è tornata un legame profondo tra noi e l'universo, e di nuovo ne sappiamo poco (bye bye midiclorian) e siamo in attesa di un maestro che ci guidi: la ricerca di Luke.
il viaggio per raggiungere Luke, quello che è il tema di fondo del film, non riguarda la mappa per i personaggi, ma riguarda noi orfani del mito, della fascinazione semplice  e favolistica che era dietro alla prima trilogia. Il Risveglio della Forza è una mappa per gli spettatori, una meta-mappa per tornare sulla rotta dopo la seconda trilogia. "Chiube siamo a casa" e che diamine, era l'ora, ci voleva tanto?
Star Wars è semplice è qualcosa che, come i film pixar, come il signore degli anelli, puoi spremere direttamente dagli insegnamenti della Favolistica di Propp, potete seguire sul suo famoso diagramma l'intera vicenda, ed è in questa influenza favolistica la sua forza.
Non servono, e nessuno le vuole, le sedute del senato con mozioni e commi, serve l'allontanamento da casa, serve una guida che ti porti lontano, serve l'oggetto magico/laser e fulminante, serve un nemico che non sia solo cattivo ma possibilmente qualcosa di più, come fu per Vader alla fine dello Jedi.
E poi, che non fa mai male, serve un esercito cattivo contro cui ribellarsi perché se tenete per i dittatori per i tizi in divisa che camminano con il passo dell'oca e inneggiano al controllo e alla sopraffazione allora è piuttosto ovvio da che parte state e siete delle brutte persone.
Questo primo ordine è cattivo, è brutale, non si limita a fare multe agli speeder e a chiedervi dove siete diretti, questi arrivano distruggono tutto e poi interrogano i tre tizi che si sono salvati…e poi massacrano pure loro… oh, fanno paura, mica cotiche!
Ho evitato ogni recensione e recensore fino a oggi, ma poi mi è cascato l'occhio sugli otto motivi per cui il film non è piaciuto ad un redattore di leganerd…
Tra i punti viene notata la scelta di etnie variegata nella scelta del casting umano, come fosse una cosa forzata… ora, se hai bisogno di motivi ridicoli per arrivare a 8 con questo hai raschiato il fondo del barile. Da bravo nerd amo sia Star Wars che star trek, e trovo ridicolo che qui la multietnicità sia un problema, quando in star trek è un punto di forza. Siamo in una galassia con alieni di forme e colori dei tipi più disparati, ma davvero stai a notare che uno è nero, una bianca, uno ispanico… toh, quello è un calamaro, quello è un enorme yeti peloso,  quello sembra una lucertola… ok, passiamo oltre.
le citazioni.
Sappiamo tutti che ortolani sarà stato felicissimo per le citazioni di Star Wars per poter poi fare la sua divertente recensione al film con un JJ super ammiccante, ma sapete che vi dico? Chissenefrega. Ci stavano bene, erano divertenti. Nella seconda trilogia mi era mancato il Falcon, non sentivo certo la mancanza di C3-p0…
Queste citazioni hanno reso il film meno originale? Non è che voglio essere pignolo, ma torniamo sempre al discorso della favolistica che più classica non ce n'è… non è che la trama del primo Star Wars fosse così trascendentale, ma aveva al suo interno la forza primigenia della favola, e così è per il Risveglio della Forza, in questo l'episodio VII è davvero la Nuova speranza per questa trilogia a venire, il ponte che ci lancerà verso il secondo capitolo che avrà davvero vita dura perché se Il Risveglio doveva confrontarsi, non tanto con Star Wars, ma con la Minaccia Fantasma, il prossimo capitolo avrà come avversario diretto L'impero colpisce ancora… e lì son cavoli amari…

Mi fermo qui perché potrei andare avanti per ore.
Ma aggiungo un paio di note.
Caro primo Ordine, far costruire il pianeta ammazza pianeti Starkiller allo stesso progettista della morta nera ha sì prodotto una stupenda arma di morte, ma evidentemente l'ingegnere ha ancora qualche lacuna dal punto di vista della progettazione della sicurezza, io non gli rinnoverei il contratto.
Caro han, e con lui mi rivolgo a tutti i personaggi della saga, in un film di Star Wars è altamente sconsigliato salire su una passerella sospesa su un profondo precipizio di metallo per confrontarti con il cattivo di turno… di solito non finisce bene…
Rei e la Forza... troppo presto, troppo facile... ok, se non fosse che Luke in tipo mezza mattinata riesce a difendersi dal remoto a occhi chiusi, e un certo ragazzino in un certo episodio uno grazie alla forza e senza addestramento riesce a pilotare uno sguscio come un campione a soli 8 anni... la forza guida le nostre azioni e risponde al nostro volere. parola di Obi wan kenobi.
Ah, giusto, capitan phasma… sì, la si vede poco, la vedremo di più poi? Forse. Ma in fondo quanto abbiamo visto Boba fett nella prima trilogia? E non fa forse una fine barbina ai limiti del ridicolo? Eppure tutti a tessere le lodi del grande Boba!!! Oh, se non era per l'universo espanso Boba fett restava il tipo con il jetpack rotto che veniva fatto fuori da un han solo mezzo cecato… proprio un gran cacciatore di taglie.



domenica 25 ottobre 2015

La mappa della memoria



La lista hornbiana delle cose che mi sarebbero mancate in spagna dell'Italia è storia passata, dimenticata praticamente dopo 3 giorni di cammino.
Facile dimenticare quello che lasciavo qui perché sotto sotto sapevo che sarei tornato, prima o poi, alla mia casa, alle mie abitudini, al mio bagno.
Se invece penso adesso a quello che mi manca del cammino ho paura di dimenticarlo per il semplice fatto che piano piano la cose si dimenticano, si lasciano indietro, a volte le si mettono dentro gli sgabuzzini della memoria, dentro le scatole con la "roba estiva" pensando di tirarle fuori al prossimo cambio di stagione, solo per renderci conto che quella stagione è ormai passata per sempre. E quelle scatole restano chiuse. E col tempo non ricordiamo più lo scaffale in cui le abbiamo riposte.
Quindi ripensandoci questa non sarà una lista delle cose che mi mancano del cammino, sarà una mappa nella memoria per il mio me del futuro, per guidarlo a ricordare che c'è stato un tempo in cui ha camminato, e qualunque difficoltà gli si ponga davanti lui sarà sempre quello che è arrivato alla fine.
1: Come prima cosa, ed è sciocco almeno quanto è banale dirlo, mi manca camminare.
Sul serio mi manca mettermi in moto al mattino per fermarmi veramente solo la sera.
Non è che adesso me ne stia tutto il giorno sul divano, ho ripreso ad allenarmi e corro quasi tutti i giorni, ma camminare non era solo una questione fisica, era l'idea che qualunque cosa tu dovessi fare avessi il tempo per farla camminando seguendo un tempo totalmente personale senza bisogno di andare più veloce di quanto potresti fare per finire in tempo tutte le commissioni della giornata.
Lo scooter è una necessità e, benché mi sposti a piedi tutte le volte che mi è possibile, sono sempre costretto a misurare il tempo che ho a disposizione per poterlo fare.
2: Parlare in inglese. Nel senso, potrei farmi un corso, ma non è quello che si fa là, la lingua sul cammino è comunicazione, non grammatica. Anche per lo spagnolo ho nostalgia, ma la verità è che ho parlato in spagnolo principalmente con i negozianti e le persone che lavoravano negli albergue e ogni tanto facevo loro da traduttore inglese-spagnolo…
3: mi mancano le Albe su panorami ogni giorni diversi. Al mattino cominci a camminare alle 7, più o meno, ed è buio, fai colazione in un bar, e riparti, ma dopo un'ora, un'ora e mezzo vedi i primi raggi di sole sbucare dalle tue spalle, e in quel momento mi piaceva fermarmi in mezzo alla strada e guardare il sole sorgere, era come se mi spingesse ad andare avanti per la giornata che mi aspettava e lo faceva tutti i giorni, tutti i giorni un incoraggiamento diverso, con colori nuovi su orizzonti nuovi.
4: La soddisfazione di essere in grado di affrontare ogni giorno una sfida nuova. Credo che nella vita vera si faccia di tutto per riuscire a contenere nelle nostre mani una routine controllabile, orari di ufficio, di palestra, bollette, spese, cene dai parenti. Misuriamo tutto per tenerlo sotto controllo perché sappiamo, bene o male, tutto quello che ci aspetta. Ma non sapere come sarà il tuo domani e affrontarlo con curiosità come hai fatto i giorni precedenti sapendo che sei arrivato fin lì e puoi andare avanti la considero la prova del fatto che sono più in gamba e meno imbranato di quanto pensassi.
5: Buen Camino… mi manca dirlo, mi manca sentirmelo dire, mi manca salutare le persone per strada con un sorriso e riceverne uno indietro. Qui, nella novoli universitaria fiorentina il saluto con sorriso non è un accessorio contemplato nel guardaroba di chi passa sotto casa mia, ma forse anche altrove. Eppure non era difficile, tranne che per i francesi, per loro era l'equivalente di leccarsi un gomito. Giovani, anziani, mucche, ho salutato tutti coloro che ho incrociato sul cammino ricevendo un saluto indietro, sì, anche dalle mucche che nello specifico hanno muggito una volta e mi hanno sputazzato con affetto un'altra.
Il mio primo buen camino l'ho ricevuto alla stazione di san sebastian il primo giorno in spagna, l'ultimo da una ragazza italiana davanti alla chiesta di Santiago l'ultimo giorno, forse dimenticherò molte delle centinaia di volte che l'ho augurato io ma non scorderò queste due né il modo in cui mi hanno fatto sentire.

martedì 13 ottobre 2015

Il Pellegrino è tornato



Sto riprendendo le misure col mondo vero.
mi guardo intorno e capisco di essere ancora un po’ fuori posto.
ho ricominciato col considerare questo il "mondo vero" e non quello del Cammino dopo un paio di giorni che ero tornato, non è stato semplice.
Mi è stato detto che all'inizio ero più stralunato (del solito), più distratto, o forse concentrato su altro.
Ed era così che mi sentivo.
È che il cammino ha un routine così forte, cadenzata, precisa che ti monopolizza; per esempio in questo momento io dovrei essere a letto da circa 3 ore, e invece sono tornato da vedere The Martian.
Le ore, i chilometri, sono queste le unità di misura che scandiscono la vita del pellegrino.
È una vita dura? Forse, ma posso dire che mi ero abituato già al terzo giorno ai ritmi, mentre per tornare alla normalità ci sto mettendo di più.
È una vita comoda? Non nel senso che te ne stai sul divano a vedere serie tv, ma sì, è una vita comoda.
Il tuo capo sono le frecce e le conchiglie gialle, segui loro, non fare domande. Se qualcuno volesse farmi uno scherzo crudele dovrebbe solo disegnare delle frecce gialle sotto casa mia, probabilmente le seguirei.
È comodo perché devi preoccuparti di poco, sei tu e basta, e quando sei da solo è facile. Quanti chilometri, quanto tempo tra una pausa e l'altra, non c'è altro, poi puoi pensare ad altro.
Puoi perderti per ore a ripensare a quella cavalletta che saltando è atterrata su una farfalla e hanno svolazzato in modo sbilenco per qualche metro (true story), puoi ripensare ai momenti felice e quelli brutti, quando ti annoi puoi vederti un film nella tua testa e scoprire se lo ricordi davvero bene (per la cronaca, in cammino mi sono rivisto mentalmente:Ghostbuster, Martix e Ritorno al futuro).
Qui invece mi devo scrivere gli impegni su un'agenda per non dimenticarli.
Ovvio, quella non è la vita vera, quello è il viaggio che compi per poi tornare alla vita vera come una persona diversa, magari migliore… speri non peggiore almeno…
La cosa che non voglio dimenticare, il vero grande insegnamento del cammino, è la gratitudine per le piccole cose, le piccole sorprese. Che sia un letto che mi  salva dal dormire in strada o passare una serata con gli amici che non vedevo da tanto. Ecco, credo sia questa la grande ricchezza che porta quest'esperienza dentro chi la compie.
Un sorriso, due parole con uno sconosciuto per far passare meglio il tempo, un "buen camino" quando ti senti stanco, salutare degli sconosciuti lungo la strada, non solo dei pellegrini, e essere salutato a tua volta.

Sembra poco, ma ero davvero contento per quei momenti.
Adesso sono a casa,Il pellegrino è "tornato", adesso è più magro, ha una barba più lunga e ogni tanto si perde ripensando ai chilometri, ai paesaggi, alle albe, ai letti, ai sassi, agli alberi, alle persone, ai sorrisi, ai momenti passati seduto in un angolo della strada mangiando chorizo, alle colazioni con caffè con leche, alle galle, ai bucati fatti strofinando con forza, alle docce in bagni discutibili, ai letti cigolanti, alla piazza di Santiago, al polpo, ai cani e ai gatti che si sono fatti accarezzare, all'uva rubata, alle mucche, alla pioggia, al vento, al sole, alla luna del mattino, alla credenzial e ai sellos e al bellissimo mare che all'improvviso ti compare davanti e cresce nel tuo orizzonte e sembra abbracciarti per rendere la fine del Cammino meno traumatica possibile, lì dove le strade finiscono e puoi solo tornare indietro per ricominciare poi ad andare avanti.




venerdì 2 ottobre 2015

Andata e ritorno

Quando vedi la fine, la Fine, quella con la F maiuscola e te ne stai lì a guardarla per un po', mangiando enpanada e bevendo coca, quando vedi il confine del tutto e di fianco a te brucia il tuo fedele bastone e l'inutile impermeabile Ikea (assolutamente NON impermeabile), quando sei arrivato così lontano tornare indietro è una gran rottura.
Un discorso è arrivare alla fine del viaggio per affrontare un Drago, distruggere l'indistruttibile Anello, ma alla fine del ritorno a casa non c'è niente di così epico ad aspettarti.
Sei arrivato lontanissimo, tra difficoltà e peripezie innumerevoli, oltre la città di Goblin (per la cronaca, neanche l'ombra di Jennifer Connelly) e ora devi affrontare la burocrazia del ritorno. Il bus per l'aeroporto, il check-in e tutta quella roba lì. Nessuna mucca, nessun buen camino, nessuna tapas.
Immagino ci sia una morale in tutto questo, ma non sono sicuro di vederla.
Ho passato gli ultimi due giorni a fare il turista e ora torno a casa.
Andata e ritorno.
Per quanto la prima sia difficile è pressoché impossibile essere preparati per il ritorno.
Prima di partire ho scritto una lista horbyana delle cose che mi sarei perso... Certo che avevo scritto delle scemenze. Le cose che mi sono mancate sono altre, più semplici e viscerali.
Lo so, questo post che potrebbe  essere la chiusura del blog non ha niente di epico, niente di conclusivo, niente che possa abbracciare il viaggio o il mare.
(Due ore dopo)
Forse ho capito cosa mi rattrista del ritorno. Tornare è difficile, forse più difficile che partire per un'avventura, difficile perché conosci le difficoltà e sai che alla fine non avrai nemmeno una piccola conchiglia come premio, perché serve un grande coraggio per affrontare il Drago una volta sola, ma servono infinite dosi di piccolo coraggio per affrontare tutti i lunedì che verranno.

Qui dicono che il cammino non finisce mai, cambia solo panorama, ma una volta che lo affronti dura per tutta la vita... Accettare che cammini per camminare e non per raggiungere la meta è , credo, il più grande momento di illuminazione che di si possa raggiungere quaggiù. Perché è facile essere abbagliati dall'arrivo a Santiago o dalla fine del mondo, ed è giusto gioirne, ma poi tocca rimettersi in cammino...

Mi sa tanto che non sto per niente tornando indietro, sto continuando ad andare avanti anche se non ci sono frecce gialle né conchiglie ad indicare la via

martedì 29 settembre 2015

L'immensità davanti a me e tutto il mondo dietro

Due giorni fa sono arrivato Santiago, qualcuno si sarebbe aspettato un post, come minimo avrei dovuto scrivere qualcosa di importante sul compimento di questa impresa.
E invece niente.
Sono arrivato davanti alla Chiesa di Santiago verso le 9 il sole stava salendo giusto dietro i campanili.
Ho sorriso, soddisfatto mi sono seduto in fondo alla piazza.
Sono rimasto lì fino alle 11,40, alle 12 ci sarebbe stata la messa. Ho passato la mattinata guardato la gente felice, abbracciarsi, alcuni piangere, farsi le foto a braccia spalancate verso il cielo. Anche gli inutili ciclisti erano felici, ma si fermavano per poco e ripartiamo. Ovviamente non potevano capire chi per arrivare lì ci aveva messo più di un mese, tra dolori, fatica e difficoltà. Me la sono fatta anch'io una foto, il braccio alzato con il bastone in pugno, un'fermo immagine della mia vita che sembra quello di Rocky in cima alla scalinata di Filadelfia. Sono anche andato alla messa
("Claudio vieni anche tu alla messa? Mi chiede Cristina la ted-cat-veg che ho incrociato in piazza giusto in quel momento. "Ormai che sono qui direi di sì, perché no". Non contavo minimamente che leggesse l'ironia, forse ai tedeschi non riesce, troppi fumi di scarico devono averli annebbiati).
Insomma, sono andato alla messa, cosa che mi riservo di fare solo per matrimoni, battesimi e funerali, ma se non mi avevano ucciso 800 km allora una messa non mi avrebbe certo ammazzato, almeno che l'enorme incensiere non fosse caduto durante la dondolata.
Per prudenza mi sono tenuto appena di lato per evitare l'Impatto ma non troppo distante così da fare, nel caso,  delle belle riprese (sono una merda ).
E durante la messa ho osservato tutti, come prima in piazza, i Pellegrini, i turisti col bus e trolley, i pochi ciclisti, tutti quanti e ho capito una cosa. Il mio viaggio non ha mai avuto Santiago come meta, non la Chiesa, non i pezzi di carne del santo da adorare davanti ad una teca di vetro e oro.
Il mio viaggio è sempre stato in direzione della fine del mondo. Finis terrae. Finisterre. Sarà là che finirà tutto, sul pezzo di terra oltre il quale si pensava non ci fosse altro, solo acqua, e poi un volo nel vuoto, mentre sotto quel vuoto quattro elefanti giganti sostengono il peso del mondo portati per il cosmo dalle grande tartaruga A'tuin..

Parte seconda
Ho scritto le righe qua sopra stamattina, mentre camminavo tra i campi col sole alle spalle appena sopra la punta degli alberi. Questo pomeriggio ho raggiunto il mare, non finisterre, solo il mare, ma l'emozione di vedere quell'enorme massa blu placida e brillante è stata maggiore di trovarmi a Santiago.
Ho solo 14 km davanti, poi questo viaggio sarà finito, ma adesso sono sicuro che finirà nel posto giusto, al mare col l'immensità davanti a me e tutto il mondo dietro.

giovedì 24 settembre 2015

Umorismo Vs tedesca cattolica vegana

Ci sono tante cose serie e importanti di cui parlare che riguardano il Cammino. Fiumi di parole che si potrebbero spendere sulla sensazione che si comics a provare sulla pelle per la vicinanza a Santiago. Ma essere così vicini a Santiago porta anche inevitabilmente l'aumento del flusso di turisti, qui li chiamano turigrim, ma è faticoso ricordarlo ogni volta e turista rende meglio l'idea.
Ma non è di questi personaggi che voglio parlare, ma delle lingue. Tu vai in Spagna, ripassi un po'dello spagnolo universitario, qualcosa l'avevi pure imparata, e poi passi un mese a parlare inglese.
Tranne che con i francesi, ma quella è un'altra storia.
Il fatto è che il mio inglese è un inglese da serie tv, e in  base alla serie che sto guardando può essere più o meno serio, più o meno british. E visto che le ultime cose che ho visto in inglese erano repliche di big bang theory, e non di doctor Who, allora il mio inglese è un po'del Texas, un po' del New Jersey con un filo inquinante di accento indiano. Il punto però è che mi manca quella padronanza che mi permetta di essere sottile e evitare di rispondere veramente.
Al 22° giorno di cammino incontro nuovamente Cristina, la biondina nella foto. Ci incrociamo un paio di volte durante la giornata, e dopo una pausa pranzo facciamo un pezzo insieme parlando un po'di pizza. È vegana e tedesca così le svelo l'esistenza della pizza marinara, volevo essere gentile. E lei apprezza, le racconto aneddoti legati all'aglio, lei mi racconta che prima di diventare vegana la sua pizza preferita era con l'ananas e prosciutto. "Ma è legale?"le chiedo per essere simpaticissimo e non commentare i suoi gusti teutonici.
Poi parliamo della cruz de ferro e della storia dei sassi, l'argomento è troppo specifico per il mio inglese così liquido il tutto  con "lasciare un sasso là ti da un bonus per l'ingresso in paradiso" Haha, risate di entrambi ,e lei mi chiede
"E tu niente bonus?"
"No, non lo voglio. Mi va bene andare all'inferno, c'è molta gente interessante laggiù e un clima più caldo"
Rido... Solo io...
Ovviamente volevo parlare del Limbo, dell'inferno di Dante, ma non aveva letto Dante.
"Qual'è il suo nome (first name)?"
Oh bimba... "è Dante"
"Ah... E il cognome?"
Certo, ti aiuterà quello... Quanti Dante conoscete in tedeschi?
"Alighieri"
"..." linea piatta...
Insito, le racconto un po' la storia della divina commedia e poi le dico
"È il secondo libro più venduto al mondo nella storia (argomento lungo da dimostrare, ma a lei interessa altro)"
"Il primo è la Bibbia, ovviamente"
"Certo, ha l' ufficio marketing migliore che ci sia"
Sorrido... Solo io...
Continuiamo a parlare di Dante e penso, magari ha visto in una libreria la copertina di Inferno di Dan Brown...proviamo
"Magari hai visto questo  con Tom Hanks"
"Mi piace Tom Hanks"
"Il codice da Vinci... È tratto da un libro di Dan Brown"
"Ah, quel libro eretico ( giuro ha detto così!)"
"e molto divertente"
Sorrido, ma stavolta non controllo nemmeno se ho avuto una reazione positiva.
Il resto della conversazione è su Firenze, dieci minuti dopo ci siamo saparati, io a prendere un gelato, un maxibon che lei non può mangiare, lei ha proseguito.
Quando l'ho raggiunta (Non la stavo seguendo, camminavo semplicemente più veloce di lei), stava parlando con un tipo
"Così sei vegetariana"
"No, veramente sono vegana"
"Ah, fantastico... Qual'è il tuo pesce preferito"
Magari ho capito male, perché così sempre un dialogo di un film dei Monty Python...

Ps

La Chiesa in stile deposito di Paperone era brutta anche dal vivo

sabato 19 settembre 2015

Kenshiro vs Raoh

Il cammino ti bendispone col mondo, saluti le persone, parli con le persone, fai di tutto per distrarti. Ti senti in sintonia col mondo e col dolore di chi zoppica e arranca, il loro dolore è come il tuo, che hai avuto, che avrai. Ti fai carico di tante emozioni e mentre cammini sotto la pioggia è sotto il vento con l'impermeabile teso dalle intemperie ti senti un po' Kenshiro che avanza nel nulla postapocalittico. E questo pensiero ti fa forza e aiuta. Si fottano i pokemon, serve la forza e la sofferenza di Ken per superare la Tierra de Campos, 16 km di strada rettilinea nella pianura più totale. Poi però ci sono i giorni in cui vorresti distruggere tutto, e ti senti come Raoh (Raul nella versione italiana), il Re di Hokuto che difronte a questo mondo è disposto a raderlo al suolo per ricostruirlo e salvarlo. Non c'è sintonia con i deboli, nessuna empatia col prossimo. Oggi c'era solo odio per superare una lunghissima e rapidissima discesa fatta di pietre e rocce.
Nella strada accanto i ciclisti si lasciavano portare dalla gravità e dentro di te i cento pugni di Hokuto senti che non basterebbero a sfogarti. Speri che abbiano un episodio fulminante di combustione spontanea giusto prima di arrivare a Santiago.
Giorni così capitano a tutti i Pellegrini e se sono onesti, se cammino e non vanno in bici, se portano il proprio zaino in spalla invece di farselo spedire alla fine della tappa, ve lo potranno confermare. Un giorno su quattro il Pellegrino si chiede "perché lo sto facendo?" E si insulta, e se non insulta se stesso cerca qualcuno su cui sfogare la propria ira. Ecco a cosa servono i ciclisti.

Ci sono giorni in cui vorresti essere Kenshiro e sentire il Cammino dentro di te, ma poi ti senti come Raoh!

venerdì 18 settembre 2015

L'abbronzatura del Pellegrino

Alla fine non potevo rimandare più questo scottante argomento...
L'abbronzatura del Pellegrino è come un marchio a fuoco sulla carne di queste mucca che pascolano verso nord oscillando doloranti e muggendo lamenti.
È uno di quei fatti che le guide non trattano, probabilmente esiste un accordo segreto per tenere nascosta questa specie di vergogna.
Non so se è così tutto l'anno, facendo due stime, tenendo conto dell'asse terrestre, del passare delle stagioni, direi proprio di no. Quindi ciò che scrivo riguarda solo il periodo estivo autunnale.
Sul cammino di Santiago il sole è sempre a sinistra!
Tranne che per tre ore al mattino presto durante le quali si trova alle spalle della strada.
Certo, la strada ogni tanto fa delle curve, ma indicativamente va sempre in una direzione. A saint jean pied de port eravamo stati avvertiti. Avrete il sole sempre a sinistra, se ve lo trovare a destra avere sbagliato strada. Lì per lì non avevo pensato a tutte le ripercussioni di questo "dettaglio", sembrava solo un aiuto per non perdersi. Invece il terzo pomeriggio ti accorgi che il tuo braccio sinistro è in fiamme, nonostante tu stia continuando a mettere crema solare. E anche la guancia sinistra. Arrivi al punto che sul braccio destro non metti più crema, lì non serve, quel braccio è in ombra! Al quinto giorno sembri una strana versione di Due Facce, il lato sinistro è abbronzato, screpolato, il naso che sporge leggermente oltre il cappello è la vittima più grave.o così credi. È l'orecchio sinistro quello che è stato cotto di più e tutt'oggi si sta screpolando. Il polpaccio sinistro è abbronzatissimo, ma solo fino al ginocchio è solo dalla caviglia in su. E il braccio sinistro? Quello l'ho salvato attaccando con delle spille una maglietta sulla maglietta che portavo in una versione dei poveri della mantellina di Ezio Auditore. E così ho evitato di bruciarmi. Ma è nei dettagli che si nota il Pellegrino, ma non è solo il segno dell'orologio, è invece il segno del capello che ha disegnato una mezzaluna abbronzata sulla mia nuca... Agli italiani il sole sta 'nfronte e di dietro...

Seguono foto di Léon, dove ho sperimentato le pasticcerie e i forni locali (buonissimi entrambi) e la faccia di un politico locale che il giorno della foto per i manifesti non ha trovato una camicia migliore...

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