Rei e la Forza... troppo presto, troppo facile... ok, se non fosse che Luke in tipo mezza mattinata riesce a difendersi dal remoto a occhi chiusi, e un certo ragazzino in un certo episodio uno grazie alla forza e senza addestramento riesce a pilotare uno sguscio come un campione a soli 8 anni... la forza guida le nostre azioni e risponde al nostro volere. parola di Obi wan kenobi.
lunedì 21 dicembre 2015
Star Spoiler... la chiaccherata con me al bar che ti parlo di star wars cercando di non rovinarti niente e fallendo...
Rei e la Forza... troppo presto, troppo facile... ok, se non fosse che Luke in tipo mezza mattinata riesce a difendersi dal remoto a occhi chiusi, e un certo ragazzino in un certo episodio uno grazie alla forza e senza addestramento riesce a pilotare uno sguscio come un campione a soli 8 anni... la forza guida le nostre azioni e risponde al nostro volere. parola di Obi wan kenobi.
domenica 25 ottobre 2015
La mappa della memoria
martedì 13 ottobre 2015
Il Pellegrino è tornato
Adesso sono a casa,Il pellegrino è "tornato", adesso è più magro, ha una barba più lunga e ogni tanto si perde ripensando ai chilometri, ai paesaggi, alle albe, ai letti, ai sassi, agli alberi, alle persone, ai sorrisi, ai momenti passati seduto in un angolo della strada mangiando chorizo, alle colazioni con caffè con leche, alle galle, ai bucati fatti strofinando con forza, alle docce in bagni discutibili, ai letti cigolanti, alla piazza di Santiago, al polpo, ai cani e ai gatti che si sono fatti accarezzare, all'uva rubata, alle mucche, alla pioggia, al vento, al sole, alla luna del mattino, alla credenzial e ai sellos e al bellissimo mare che all'improvviso ti compare davanti e cresce nel tuo orizzonte e sembra abbracciarti per rendere la fine del Cammino meno traumatica possibile, lì dove le strade finiscono e puoi solo tornare indietro per ricominciare poi ad andare avanti.
venerdì 2 ottobre 2015
Andata e ritorno
Quando vedi la fine, la Fine, quella con la F maiuscola e te ne stai lì a guardarla per un po', mangiando enpanada e bevendo coca, quando vedi il confine del tutto e di fianco a te brucia il tuo fedele bastone e l'inutile impermeabile Ikea (assolutamente NON impermeabile), quando sei arrivato così lontano tornare indietro è una gran rottura.
Un discorso è arrivare alla fine del viaggio per affrontare un Drago, distruggere l'indistruttibile Anello, ma alla fine del ritorno a casa non c'è niente di così epico ad aspettarti.
Sei arrivato lontanissimo, tra difficoltà e peripezie innumerevoli, oltre la città di Goblin (per la cronaca, neanche l'ombra di Jennifer Connelly) e ora devi affrontare la burocrazia del ritorno. Il bus per l'aeroporto, il check-in e tutta quella roba lì. Nessuna mucca, nessun buen camino, nessuna tapas.
Immagino ci sia una morale in tutto questo, ma non sono sicuro di vederla.
Ho passato gli ultimi due giorni a fare il turista e ora torno a casa.
Andata e ritorno.
Per quanto la prima sia difficile è pressoché impossibile essere preparati per il ritorno.
Prima di partire ho scritto una lista horbyana delle cose che mi sarei perso... Certo che avevo scritto delle scemenze. Le cose che mi sono mancate sono altre, più semplici e viscerali.
Lo so, questo post che potrebbe essere la chiusura del blog non ha niente di epico, niente di conclusivo, niente che possa abbracciare il viaggio o il mare.
(Due ore dopo)
Forse ho capito cosa mi rattrista del ritorno. Tornare è difficile, forse più difficile che partire per un'avventura, difficile perché conosci le difficoltà e sai che alla fine non avrai nemmeno una piccola conchiglia come premio, perché serve un grande coraggio per affrontare il Drago una volta sola, ma servono infinite dosi di piccolo coraggio per affrontare tutti i lunedì che verranno.
Qui dicono che il cammino non finisce mai, cambia solo panorama, ma una volta che lo affronti dura per tutta la vita... Accettare che cammini per camminare e non per raggiungere la meta è , credo, il più grande momento di illuminazione che di si possa raggiungere quaggiù. Perché è facile essere abbagliati dall'arrivo a Santiago o dalla fine del mondo, ed è giusto gioirne, ma poi tocca rimettersi in cammino...
Mi sa tanto che non sto per niente tornando indietro, sto continuando ad andare avanti anche se non ci sono frecce gialle né conchiglie ad indicare la via
martedì 29 settembre 2015
L'immensità davanti a me e tutto il mondo dietro
Due giorni fa sono arrivato Santiago, qualcuno si sarebbe aspettato un post, come minimo avrei dovuto scrivere qualcosa di importante sul compimento di questa impresa.
E invece niente.
Sono arrivato davanti alla Chiesa di Santiago verso le 9 il sole stava salendo giusto dietro i campanili.
Ho sorriso, soddisfatto mi sono seduto in fondo alla piazza.
Sono rimasto lì fino alle 11,40, alle 12 ci sarebbe stata la messa. Ho passato la mattinata guardato la gente felice, abbracciarsi, alcuni piangere, farsi le foto a braccia spalancate verso il cielo. Anche gli inutili ciclisti erano felici, ma si fermavano per poco e ripartiamo. Ovviamente non potevano capire chi per arrivare lì ci aveva messo più di un mese, tra dolori, fatica e difficoltà. Me la sono fatta anch'io una foto, il braccio alzato con il bastone in pugno, un'fermo immagine della mia vita che sembra quello di Rocky in cima alla scalinata di Filadelfia. Sono anche andato alla messa
("Claudio vieni anche tu alla messa? Mi chiede Cristina la ted-cat-veg che ho incrociato in piazza giusto in quel momento. "Ormai che sono qui direi di sì, perché no". Non contavo minimamente che leggesse l'ironia, forse ai tedeschi non riesce, troppi fumi di scarico devono averli annebbiati).
Insomma, sono andato alla messa, cosa che mi riservo di fare solo per matrimoni, battesimi e funerali, ma se non mi avevano ucciso 800 km allora una messa non mi avrebbe certo ammazzato, almeno che l'enorme incensiere non fosse caduto durante la dondolata.
Per prudenza mi sono tenuto appena di lato per evitare l'Impatto ma non troppo distante così da fare, nel caso, delle belle riprese (sono una merda ).
E durante la messa ho osservato tutti, come prima in piazza, i Pellegrini, i turisti col bus e trolley, i pochi ciclisti, tutti quanti e ho capito una cosa. Il mio viaggio non ha mai avuto Santiago come meta, non la Chiesa, non i pezzi di carne del santo da adorare davanti ad una teca di vetro e oro.
Il mio viaggio è sempre stato in direzione della fine del mondo. Finis terrae. Finisterre. Sarà là che finirà tutto, sul pezzo di terra oltre il quale si pensava non ci fosse altro, solo acqua, e poi un volo nel vuoto, mentre sotto quel vuoto quattro elefanti giganti sostengono il peso del mondo portati per il cosmo dalle grande tartaruga A'tuin..
Parte seconda
Ho scritto le righe qua sopra stamattina, mentre camminavo tra i campi col sole alle spalle appena sopra la punta degli alberi. Questo pomeriggio ho raggiunto il mare, non finisterre, solo il mare, ma l'emozione di vedere quell'enorme massa blu placida e brillante è stata maggiore di trovarmi a Santiago.
Ho solo 14 km davanti, poi questo viaggio sarà finito, ma adesso sono sicuro che finirà nel posto giusto, al mare col l'immensità davanti a me e tutto il mondo dietro.
giovedì 24 settembre 2015
Umorismo Vs tedesca cattolica vegana
Ci sono tante cose serie e importanti di cui parlare che riguardano il Cammino. Fiumi di parole che si potrebbero spendere sulla sensazione che si comics a provare sulla pelle per la vicinanza a Santiago. Ma essere così vicini a Santiago porta anche inevitabilmente l'aumento del flusso di turisti, qui li chiamano turigrim, ma è faticoso ricordarlo ogni volta e turista rende meglio l'idea.
Ma non è di questi personaggi che voglio parlare, ma delle lingue. Tu vai in Spagna, ripassi un po'dello spagnolo universitario, qualcosa l'avevi pure imparata, e poi passi un mese a parlare inglese.
Tranne che con i francesi, ma quella è un'altra storia.
Il fatto è che il mio inglese è un inglese da serie tv, e in base alla serie che sto guardando può essere più o meno serio, più o meno british. E visto che le ultime cose che ho visto in inglese erano repliche di big bang theory, e non di doctor Who, allora il mio inglese è un po'del Texas, un po' del New Jersey con un filo inquinante di accento indiano. Il punto però è che mi manca quella padronanza che mi permetta di essere sottile e evitare di rispondere veramente.
Al 22° giorno di cammino incontro nuovamente Cristina, la biondina nella foto. Ci incrociamo un paio di volte durante la giornata, e dopo una pausa pranzo facciamo un pezzo insieme parlando un po'di pizza. È vegana e tedesca così le svelo l'esistenza della pizza marinara, volevo essere gentile. E lei apprezza, le racconto aneddoti legati all'aglio, lei mi racconta che prima di diventare vegana la sua pizza preferita era con l'ananas e prosciutto. "Ma è legale?"le chiedo per essere simpaticissimo e non commentare i suoi gusti teutonici.
Poi parliamo della cruz de ferro e della storia dei sassi, l'argomento è troppo specifico per il mio inglese così liquido il tutto con "lasciare un sasso là ti da un bonus per l'ingresso in paradiso" Haha, risate di entrambi ,e lei mi chiede
"E tu niente bonus?"
"No, non lo voglio. Mi va bene andare all'inferno, c'è molta gente interessante laggiù e un clima più caldo"
Rido... Solo io...
Ovviamente volevo parlare del Limbo, dell'inferno di Dante, ma non aveva letto Dante.
"Qual'è il suo nome (first name)?"
Oh bimba... "è Dante"
"Ah... E il cognome?"
Certo, ti aiuterà quello... Quanti Dante conoscete in tedeschi?
"Alighieri"
"..." linea piatta...
Insito, le racconto un po' la storia della divina commedia e poi le dico
"È il secondo libro più venduto al mondo nella storia (argomento lungo da dimostrare, ma a lei interessa altro)"
"Il primo è la Bibbia, ovviamente"
"Certo, ha l' ufficio marketing migliore che ci sia"
Sorrido... Solo io...
Continuiamo a parlare di Dante e penso, magari ha visto in una libreria la copertina di Inferno di Dan Brown...proviamo
"Magari hai visto questo con Tom Hanks"
"Mi piace Tom Hanks"
"Il codice da Vinci... È tratto da un libro di Dan Brown"
"Ah, quel libro eretico ( giuro ha detto così!)"
"e molto divertente"
Sorrido, ma stavolta non controllo nemmeno se ho avuto una reazione positiva.
Il resto della conversazione è su Firenze, dieci minuti dopo ci siamo saparati, io a prendere un gelato, un maxibon che lei non può mangiare, lei ha proseguito.
Quando l'ho raggiunta (Non la stavo seguendo, camminavo semplicemente più veloce di lei), stava parlando con un tipo
"Così sei vegetariana"
"No, veramente sono vegana"
"Ah, fantastico... Qual'è il tuo pesce preferito"
Magari ho capito male, perché così sempre un dialogo di un film dei Monty Python...
Ps
La Chiesa in stile deposito di Paperone era brutta anche dal vivo
sabato 19 settembre 2015
Kenshiro vs Raoh
Il cammino ti bendispone col mondo, saluti le persone, parli con le persone, fai di tutto per distrarti. Ti senti in sintonia col mondo e col dolore di chi zoppica e arranca, il loro dolore è come il tuo, che hai avuto, che avrai. Ti fai carico di tante emozioni e mentre cammini sotto la pioggia è sotto il vento con l'impermeabile teso dalle intemperie ti senti un po' Kenshiro che avanza nel nulla postapocalittico. E questo pensiero ti fa forza e aiuta. Si fottano i pokemon, serve la forza e la sofferenza di Ken per superare la Tierra de Campos, 16 km di strada rettilinea nella pianura più totale. Poi però ci sono i giorni in cui vorresti distruggere tutto, e ti senti come Raoh (Raul nella versione italiana), il Re di Hokuto che difronte a questo mondo è disposto a raderlo al suolo per ricostruirlo e salvarlo. Non c'è sintonia con i deboli, nessuna empatia col prossimo. Oggi c'era solo odio per superare una lunghissima e rapidissima discesa fatta di pietre e rocce.
Nella strada accanto i ciclisti si lasciavano portare dalla gravità e dentro di te i cento pugni di Hokuto senti che non basterebbero a sfogarti. Speri che abbiano un episodio fulminante di combustione spontanea giusto prima di arrivare a Santiago.
Giorni così capitano a tutti i Pellegrini e se sono onesti, se cammino e non vanno in bici, se portano il proprio zaino in spalla invece di farselo spedire alla fine della tappa, ve lo potranno confermare. Un giorno su quattro il Pellegrino si chiede "perché lo sto facendo?" E si insulta, e se non insulta se stesso cerca qualcuno su cui sfogare la propria ira. Ecco a cosa servono i ciclisti.
Ci sono giorni in cui vorresti essere Kenshiro e sentire il Cammino dentro di te, ma poi ti senti come Raoh!
venerdì 18 settembre 2015
L'abbronzatura del Pellegrino
Alla fine non potevo rimandare più questo scottante argomento...
L'abbronzatura del Pellegrino è come un marchio a fuoco sulla carne di queste mucca che pascolano verso nord oscillando doloranti e muggendo lamenti.
È uno di quei fatti che le guide non trattano, probabilmente esiste un accordo segreto per tenere nascosta questa specie di vergogna.
Non so se è così tutto l'anno, facendo due stime, tenendo conto dell'asse terrestre, del passare delle stagioni, direi proprio di no. Quindi ciò che scrivo riguarda solo il periodo estivo autunnale.
Sul cammino di Santiago il sole è sempre a sinistra!
Tranne che per tre ore al mattino presto durante le quali si trova alle spalle della strada.
Certo, la strada ogni tanto fa delle curve, ma indicativamente va sempre in una direzione. A saint jean pied de port eravamo stati avvertiti. Avrete il sole sempre a sinistra, se ve lo trovare a destra avere sbagliato strada. Lì per lì non avevo pensato a tutte le ripercussioni di questo "dettaglio", sembrava solo un aiuto per non perdersi. Invece il terzo pomeriggio ti accorgi che il tuo braccio sinistro è in fiamme, nonostante tu stia continuando a mettere crema solare. E anche la guancia sinistra. Arrivi al punto che sul braccio destro non metti più crema, lì non serve, quel braccio è in ombra! Al quinto giorno sembri una strana versione di Due Facce, il lato sinistro è abbronzato, screpolato, il naso che sporge leggermente oltre il cappello è la vittima più grave.o così credi. È l'orecchio sinistro quello che è stato cotto di più e tutt'oggi si sta screpolando. Il polpaccio sinistro è abbronzatissimo, ma solo fino al ginocchio è solo dalla caviglia in su. E il braccio sinistro? Quello l'ho salvato attaccando con delle spille una maglietta sulla maglietta che portavo in una versione dei poveri della mantellina di Ezio Auditore. E così ho evitato di bruciarmi. Ma è nei dettagli che si nota il Pellegrino, ma non è solo il segno dell'orologio, è invece il segno del capello che ha disegnato una mezzaluna abbronzata sulla mia nuca... Agli italiani il sole sta 'nfronte e di dietro...
Seguono foto di Léon, dove ho sperimentato le pasticcerie e i forni locali (buonissimi entrambi) e la faccia di un politico locale che il giorno della foto per i manifesti non ha trovato una camicia migliore...
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A due giorni dalla Galizia, a sette/otto da Santiago. La costa sta per finire. Tra poco quella striscia blu in lontananza che ogni tanto fa...

