Due giorni fa sono arrivato Santiago, qualcuno si sarebbe aspettato un post, come minimo avrei dovuto scrivere qualcosa di importante sul compimento di questa impresa.
E invece niente.
Sono arrivato davanti alla Chiesa di Santiago verso le 9 il sole stava salendo giusto dietro i campanili.
Ho sorriso, soddisfatto mi sono seduto in fondo alla piazza.
Sono rimasto lì fino alle 11,40, alle 12 ci sarebbe stata la messa. Ho passato la mattinata guardato la gente felice, abbracciarsi, alcuni piangere, farsi le foto a braccia spalancate verso il cielo. Anche gli inutili ciclisti erano felici, ma si fermavano per poco e ripartiamo. Ovviamente non potevano capire chi per arrivare lì ci aveva messo più di un mese, tra dolori, fatica e difficoltà. Me la sono fatta anch'io una foto, il braccio alzato con il bastone in pugno, un'fermo immagine della mia vita che sembra quello di Rocky in cima alla scalinata di Filadelfia. Sono anche andato alla messa
("Claudio vieni anche tu alla messa? Mi chiede Cristina la ted-cat-veg che ho incrociato in piazza giusto in quel momento. "Ormai che sono qui direi di sì, perché no". Non contavo minimamente che leggesse l'ironia, forse ai tedeschi non riesce, troppi fumi di scarico devono averli annebbiati).
Insomma, sono andato alla messa, cosa che mi riservo di fare solo per matrimoni, battesimi e funerali, ma se non mi avevano ucciso 800 km allora una messa non mi avrebbe certo ammazzato, almeno che l'enorme incensiere non fosse caduto durante la dondolata.
Per prudenza mi sono tenuto appena di lato per evitare l'Impatto ma non troppo distante così da fare, nel caso, delle belle riprese (sono una merda ).
E durante la messa ho osservato tutti, come prima in piazza, i Pellegrini, i turisti col bus e trolley, i pochi ciclisti, tutti quanti e ho capito una cosa. Il mio viaggio non ha mai avuto Santiago come meta, non la Chiesa, non i pezzi di carne del santo da adorare davanti ad una teca di vetro e oro.
Il mio viaggio è sempre stato in direzione della fine del mondo. Finis terrae. Finisterre. Sarà là che finirà tutto, sul pezzo di terra oltre il quale si pensava non ci fosse altro, solo acqua, e poi un volo nel vuoto, mentre sotto quel vuoto quattro elefanti giganti sostengono il peso del mondo portati per il cosmo dalle grande tartaruga A'tuin..
Parte seconda
Ho scritto le righe qua sopra stamattina, mentre camminavo tra i campi col sole alle spalle appena sopra la punta degli alberi. Questo pomeriggio ho raggiunto il mare, non finisterre, solo il mare, ma l'emozione di vedere quell'enorme massa blu placida e brillante è stata maggiore di trovarmi a Santiago.
Ho solo 14 km davanti, poi questo viaggio sarà finito, ma adesso sono sicuro che finirà nel posto giusto, al mare col l'immensità davanti a me e tutto il mondo dietro.
Anche il più lungo dei cammini comincia con un passo. Lao Tze
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