sabato 19 settembre 2015

Kenshiro vs Raoh

Il cammino ti bendispone col mondo, saluti le persone, parli con le persone, fai di tutto per distrarti. Ti senti in sintonia col mondo e col dolore di chi zoppica e arranca, il loro dolore è come il tuo, che hai avuto, che avrai. Ti fai carico di tante emozioni e mentre cammini sotto la pioggia è sotto il vento con l'impermeabile teso dalle intemperie ti senti un po' Kenshiro che avanza nel nulla postapocalittico. E questo pensiero ti fa forza e aiuta. Si fottano i pokemon, serve la forza e la sofferenza di Ken per superare la Tierra de Campos, 16 km di strada rettilinea nella pianura più totale. Poi però ci sono i giorni in cui vorresti distruggere tutto, e ti senti come Raoh (Raul nella versione italiana), il Re di Hokuto che difronte a questo mondo è disposto a raderlo al suolo per ricostruirlo e salvarlo. Non c'è sintonia con i deboli, nessuna empatia col prossimo. Oggi c'era solo odio per superare una lunghissima e rapidissima discesa fatta di pietre e rocce.
Nella strada accanto i ciclisti si lasciavano portare dalla gravità e dentro di te i cento pugni di Hokuto senti che non basterebbero a sfogarti. Speri che abbiano un episodio fulminante di combustione spontanea giusto prima di arrivare a Santiago.
Giorni così capitano a tutti i Pellegrini e se sono onesti, se cammino e non vanno in bici, se portano il proprio zaino in spalla invece di farselo spedire alla fine della tappa, ve lo potranno confermare. Un giorno su quattro il Pellegrino si chiede "perché lo sto facendo?" E si insulta, e se non insulta se stesso cerca qualcuno su cui sfogare la propria ira. Ecco a cosa servono i ciclisti.

Ci sono giorni in cui vorresti essere Kenshiro e sentire il Cammino dentro di te, ma poi ti senti come Raoh!

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