domenica 30 agosto 2015

Check up

Prima di partire voglio ricordarmi così, come tornerò lo vedrò poi.
Un mese di camminata ha prodotto i suoi effetti, soprattutto sui miei piedi.
Le immagini che seguiranno potrebbero turbare le notti delle giovani lettrici di questo blog con incubi e terrori notturni, si prega per altro di proseguire con cautela...


Questo sono io che sto per fare il cammino e che ho appena finito di ripiegare con poco successo il sacco a pelo... seguirà post specifico sul sacco a pelo...

Questi sono i miei piedoni dopo un mese e mezzo di allenamento. Temprati da oltre un meso di allenamento con zaino super pesante. Calli, galle sotto l'unghia dell'alluce e unghia di un dito che mi ha lasciato dopo un paio di settimane... c'est la vie...

E poi il grande enigma, visto il gran caldo sopraggiunto in questi giorni sono indeciso se portarmi o meno una maglietta smanicata.
Il dubbio è tra questa bruciatura
O quest'altro tipo di bruciatura

Son dubbi dai quali non se ne esce proprio...



giovedì 27 agosto 2015

L'Avventura



Mi piace l'avventura.
Quando avevo 20 anni partii in macchina con Roberto, il mio più vecchio e caro amico per Parigi. Ok, destinazione strana per due amici, ma tant'è.
Ci mettemmo due giorni per arrivare, io non avevo la patente e poteva guidare solo lui.
Per capire questa storia bisogna fare un minimo mente locale.
Era il 2000, l'era pre-internet che pensandoci oggi mi fa sentire molto più piccolo in un mondo molto più grande.
Prendemmo informazioni sul viaggio spulciando (a scrocco, of course) da molte guide turistiche seduti con estrema faccia tosta alla Feltrinelli e prendendo appunti come se fossimo in biblioteca.
Informazioni quasi inutili, alcune sul cibo, alcune sul clima (era agosto, cosa pensavamo di trovare la neve???) alcune riguardavano le bande che controllavano le varie zone della città, doveva essere la guida strategica per i Guerrieri della notte, vai a sapere.
Alla fine una guida la acquistammo pure, pensa te che spendaccioni eravamo.
Partimmo una mattina di inizio agosto verso le 11, alle 19 arrivammo a Valence, una città sotto Lione.
Per arrivarci eravamo passati dalla costa, perché non facemmo il passo del Fréjus? Perché non c'era internet, semplice… e allungammo così, non di poco, il viaggio.
A Valence mangiammo una pizza orribile, girellammo per la passeggiata del centro e alla fine cercammo un posto dove dormire.
E nemmeno per un secondo ci passò per la mente l'idea di dormire in un albergo!!!
Andamo con la macchina poco fuori città cercando un posto dove accamparci per poter dormire.
Trovammo uno spiazzo verde, una specie di prato circondato da alberi e cespugli, vicino alla ferrovia, un paio di camper dovevano aver avuto la stessa idea, per cui parcheggiammo la macchina un po’ distanti da questi e pensammo di passare la notte lì.
Col senno di poi ci saremmo dovuti accorgere che quello si trattava di un piccolo campo nomadi.
A questo punto, nella più totale incoscienza ci siamo messi a dormire in macchina.
Nel corso della notte sono successe le seguenti cose.
Primo: Un incendio sui binari a circa 50 metri da dove ci trovavamo, quindi proprio vicino ai camper. Ovviamente ci siamo  svegliati e la cosa non ci ha turbato più di tanto (ma che cavolo avevamo nella testa???).
Secondo:  era quel momento della notte ancora così lontano dall'alba che le ombre la facevano da padrone, l'incendio era stato/si era spento. Era una notte fresca e silenziosa, quando ad un certo punto una macchina entra non proprio lentamente in quella specie di prato e i suoi fari illuminano a giorno la nostra macchina.
Mi sveglio e penso di non essere mai passato più velocemente dallo stato di sonno ad uno stato completamente vigile.
Seguo con attenzione i movimenti della macchina che sembra voler andare a parcheggiare vicino ai camper. Mi chiedo se devo svegliare Roberto.
Quando lui stesso mi fa "sono sveglio anch'io e ho già la mano sulla chiave, se si avvicinano schizziamo via".
E mi viene da ridere, perché girandomi vedo che era sdraiato con sedile abbassato dalla parte del guidatore e se ne stava tutto storto per arrivare con la mano alla chiave.
Siamo rimasti vigili per 10 minuti? Un'ora? Non lo so mica. So solo che ad un certo punto ci siamo addormentati.
Verso le sette, con il primo sole, ci siamo alzati, cambiati le magliette in piedi davanti al bagagliaio della nostra macchina con un cane che ci abbaiava contro particolarmente incazzoso e, speravamo, ben legato ad uno dei camper.
E poi ce ne siamo andati, tutti tranquilli, come se niente fosse…
Arrivati a Parigi ci siamo dovuti confrontare con la carenza di preparazione logistica del nostro viaggio. Sì, eravamo arrivati a Parigi, e volevamo dormire in tenda, eravamo equipaggiati e pronti a spendere il meno possibile all'insegna del barboneggiamento (sì, ho scritto barboneggiamento). Ma sapevamo dov'era il campeggio? Assolutamente no, e per di più avevamo la malsana idea che ce ne fosse uno sotto la tour Eiffel… certo, un campeggio sotto la tour Eiffel.. come no… e un vespasiano davanti all'entrata del Louvre non ce lo vuoi mettere?
Girammo a caso, letteralmente a CASO, per Parigi sperano di trovare un'idea su dove si trovasse un campeggio e nemmeno per un momento ci è passata per la testa l'idea di chiedere a qualcuno!
Dopo un paio d'ore ci fermammo per riposarci in un giardino, c'erano dei ragazzi che giocavano a basket, noi eravamo a pezzi e questa situazione di super stanchezza ci portò a considerare l'inconsiderabile: saremmo potuti andare per una notte in albergo!
Campo nomadi = nessun problema
Albergo = sconfitta personale.
Ovvio, era la stanchezza che parlava, non noi, eravamo posseduti.
Ripartimmo affranti, un ultimo tentativo e come per magia un cartello camping comparve di fronte a noi. Un cartello solitario e lontanissimo dal campeggio. Come se voi vi trovaste a sesto e avvistaste un cartello che vi indica la piscina costoli a Campo di Marte!!! (questo paragone è divertente solo se siete di firenze)…ok, diciamo che ci trovavamo all'incirca in rue Victor Hugo (guardate una cartina di Parigi per comprendere quanto fossimo lontani) e il cartello indicava, ovviamente, il campeggio in Bois de Boulogne… Ovviamente.
Ma senza internet era meno ovvio.
Insomma, mi piace l'avventura, forse mi piace un po’ soffrire, un concetto quello del Soffrire legato a filo  doppio con quello di Avventura.
Perché scrivo questo post che non ha niente a che fare con il Cammino? Perché sostanzialmente mi ha preso la mano, io volevo solo far notare come fossero tornati qualcosa come 34 gradi e stesse facendo un gran caldo… oh, a volte va così, cominci con l'idea di scrivere qualcosa e ti ritrovi in un campo nomade poco fuori da Valence… è l'Avventura!


sabato 22 agosto 2015

Hace calor, Hace frío



Nel mese delle domande ce n'è una che in questi giorni occupa un po’ i miei pensieri.
E qui non posso avere nessun tipo di aiuto né da chi il cammino lo ha già fatto né dalla grande G.
Passetto indietro.
Durante i miei ultimi pellegrinaggi a Decathlon mi sono trovato in mezzo a millemila materiali e accessori forse utilissimi, forse solo ingombranti e pesanti, ma venduti così bene da sembrare indispensabili.
Facendo leva sulla mia capacità di resistere all'acquisto compulsivo ho lasciato tutto lì.
"E lo zaino nuovo?" dirà il classico precisino che leggendo tutti i post precedenti cerca una falla non solo in questa narrazione ma pure nella mia persona!
Il punto è che io non cedo allo shopping compulsivo, ma non resisto allo shopping ponderato, misurato, studiato, recensito e magari video recensito su youtube.
Per lo zaino è andata esattamente così, recensioni, video, opinioni, diari di viaggio, memorie testamentarie di chi vi si è fatto seppellire all'interno come dimostrazione comprovata della sua resistenza e flessibilità d'uso mi hanno portato al fantomatico acquisto ponderato.
Raramente d'impulso acquisto un capo d'abbigliamento o un bel pezzo di tecnologia senza sapere tutto sul prodotto, sulla casa di produzione, su chi l'ha costruito, sulla sua famiglia e se risponde alle mie esigenze presenti, future e passate (l'hai visto mai che oltre allo skateboard volante inventano pure la macchina del tempo).
Due esempi:
- Il tempo d'acquisto per un paio di jeans si aggira intorno all'ora… numero di paia provate dalle 8 alle 10…
- Tempo di acquisto per il computer su cui sto scrivendo, 4 mesi dalla prima volta che ho fatto una ricerca e ho visto una recensione online…
Acquisto d'impulso solo libri e fumetti, ma quella è un'altra storia.

Quindi dopo tutta questa lunga premessa, qual è la preoccupazione che occupa i miei pensieri in questo momento?
Il meteo!
Il maledetto imprevedibile meteo.
Il caldo rovente, il gelo attanagliante, l'escursione termica che prima ti ghiaccia e poi ti sbriciola, la maledetta, irascibile, imprevedibile, lunatica, maltrattata, e un pochettino troia, madre natura.
Finora non avevo pensato molto alla questione delle temperature che avrei trovato, mi ero solo documentato sulle temperature dello scorso anno in spagna lungo il cammino… ma via, lo scorso anno abbiamo avuto una bellissima e freschissima estate… qui… là c'erano 35 gradi… a Roncisvalle, a 1400 metri d'altezza! E mentre ieri mi trovavo a mangiare la lepre a Montespertoli, e tremavo di freddo verso le 11 di sera mentre le temperatura si avvicinava pericolosamente ai 23 gradi, cercavo conforto dicendomi che a quell'ora sarei sicuramente già stato a letto, disteso nel mio magico sacco a pelo.
D'improvviso il mio gilet di pile (antisesso per definizione, ma non proprio malaccio da guardare) mi era sembrato un'effimera difesa contro la neve e la grandine, e niente avrebbe potuto la combo gilet e giacca a vento…
D'improvviso abbigliamento tecnico d'alta montagna, maglioni in pile foderati in pelo di montone sembravano un acquisto obbligato, cappelli di lana una necessità per salvare la mia testona, pantaloni corti un'arma a doppio taglio che mi avrebbero portato verso la rovina.
Ripeto dentro di me un antico mantra "meglio le spalle coperte e le ginocchia scoperte", antica saggezza che dovrebbe allontanare i dubbi sui due calzoni corti che verranno con me. Però vuol dire che devo coprire le spalle! E quanto??? Un poncho peruviano basta? Un mantello medievale e sufficiente? E un piumino in pile e goratex adatto ad affrontare l'Himalaya?
Il dubbio, il potente dubbio…
Mancano 10 giorni alla partenza, le previsioni meteo per il 3 settembre hanno la stessa validità di un oroscopo (oddio, forse meglio di un oroscopo, eccheccavolo!), io attendo.
Controllo i meteo e attendo.
Preparo la borsa sperando in una media stagionale, e attendo.
Cerco di  non pensare al freddo di ieri sera e per sicurezza mi tengo lontano da Decathlon, tira fuori il peggio di me...


giovedì 20 agosto 2015

Non bisogna sottovalutare il potere del lato oscuro

Aggiornamento in tempo reale...
Sto cedendo
(Lo sapevo)
E sono convinto di stare facendo la scelta giusta
(Che è la cosa più importante)
Ho anche letto un sacco di recensioni per compiere questo acquisto
(Vedi, ti sei documentario, non stai cedendo ad un semplice impulso)
...
(...)

martedì 18 agosto 2015

El Gonzo...



Acquisti…
Oggi decidi di non aspettare oltre, ti mancano un paio di cosette e non vuoi ridurti all'ultima settimana.
Sei stato prudente, hai persino fatto una lista basata sulle liste di chi il Cammino l'ha già fatto.
Volevi tenere come linea guida per gli acquisti un'idea di frugalità pellegrinica (pellegrinica???) seguendo l'esempio di povertà di chi si incamminava nei tempi remoti e gerundi (hahah... ehm... non lo fare più) lungo il Cammino, una sorta di spilorceria del credente che si reca in pellegrinaggio.
Poi sono andato a Decathlon.
Decathlon e Obi sono due posti molto strani, sono luoghi che ti fagocitano, entri per comprare una maglietta nel primo e ne esci con scarpe, bici pieghevole e attrezzatura per roccia, oppure ti serve un cacciavite nel secondo e senza accorgertene hai in tasca un trapano, una smerigliatrice e una piscina gonfiabile.
Perché? Cosa rende così irresponsabili le persone che vi entrano? Io comincio a sospettare che nell'aria condizionata dei due negozi venga rilasciata un qualche tipo di gas o tossina degna dei telefilm di Batman degli anni 60 che porta schiere di innocenti all'acquisto compulsivo di roba inutile. Ma detto gas è così potente che dopo l'acquisto nessuno considererà inutile le mille cose comprate, ma un gran senso di appagamento pervaderà le viscere dell'ennesimo gonzo…
Ecco. Io, il Gonzo!
L'unico vero acquisto fondamentale che mi ero prefisso erano un paio di pantaloni con la cerniera a metà gamba così da diventare all'occorrenza un paio di pantaloni corti e ottimizzare così lo spazio nello zaino. E poi cos'è successo?
(Niente è successo, sei stato bravo, sei felice di tutto quello che hai acquistato)
Non lo so, giuro che non lo so, mi sono trovato per le mani un gilet in pile smanicato
(Che ti sta benissimo, e ti tiene calde le spalle e il petto, proprio come dice Ras al Ghul a Bruce Wayne durante l'allenamento)
Poi, seguendo i consigli di altri pellegrini ho preso dei tappi per le orecchie per evitare situazioni spiacevoli di carenza di sonno negli albergue.
(Hai seguito l'esperienza collettiva, non puoi certo pentirti di questi tappi in silicone, e poi guarda come sono belli tutti colorati)
Quest'ultimo mese di allenamento mi ha mostrato come bastino poche ore di cammino con temperature alte per avere galle sotto i piedi e così ho preso un rotolino di fascia per evitare il problema.
(Bravo, la salute prima di tutto, prenditi cura dei tuoi piedi)
E i pantaloni? Ne ho provati una decina, e sono riuscito anche a prendere quelli che cercavo, certo, dovrò fargli fare l'orlo perché per Decathlon dovrei essere alto 190 cm, ma sono molto soddisfatto.
(Visto, hai trovato ciò che ti serviva. E poi te ne sei tornato a casa felice)
No, non sono tornato a casa.
(Ah no?)
No.
(Hai comprato altro?)
Lo sai benissimo che ho comprato altro.
(Ihihih)
Già che sei da decathlon che fai, ti togli il piacere di farti un giretto?
(Che male può fare farsi un giretto)
Ecco, è cominciata lì, con un giretto, innocuo, innocente e ingenuo come un bambino che indica alla nonna le coloratissime confezioni dei profilattici in farmacia chiedendole se sono caramelle!
E nell'imbarazzo mi sono trovato il piccolo carrellino con un porta occhiali un po’ più resistente 
(Ti serviva) 
un paio di pantaloncini scontanti per quanto tornerai in palestra a fare Krav
(Erano scontati) 
una maglietta decathlon senza maniche per allenarsi  
(Che costava pochissimo)
dei lacci di riserva per le scarpe
(La prudenza non è mai troppa)
Finisce qui?
(Dai che è finita qui)
No, lo sai che non è finita qui.
(Certo che lo so. Gonzo...)
Avevo praticamente tutto il necessario più tecnico per il viaggio, sacco a pelo da prendere dai miei genitori e lo zaino con cui mi sto allenando da più di un mese, ma così per curiosità
(La curiosità fa imparare cose nuove) 
Piantala!!! Dicevo, per curiosità mi sono ritrovato nel reparto trekking a guardare i sacchi a pelo. Misure, grandezze, temperature. Specifiche tutte belle riportate a prova di fesso sul guscio. Mi stavo chiedendo come avrei messo quel sacco a pelo nello zaino
(Potresti prendere un rocchetto, del filo, o un tirante, un tirante sarebbe perfetto… ehi hai visto quello?)
Quello cosa?
(Quel sacco a pelo laggiù!)
Sale un coretto angelico, gli occhi mi sbrillucicano. Il Gonzo ha abboccato. Un sacco a pelo super tecnologico che chiuso ha una dimensione estremamente contenuta! 


(È nostro)
È nostro!
Tergiverso un po’ tra me e me, giusto per dare ancora più importanza a quell'acquisto non previsto e all'improvviso il sacco era nel mio carrello.
(L'ho messo io, stavi tergiversando un po’ troppo per i miei gusti)
Ah, grazie.
(Prego, non c'è di che… e ora…)
Ehi, che stai facendo?
(Ma niente, vado solo a dare un'occhiata…)
Abbiamo già uno zaino, non c'è bisogno di vederne altri. Non serve proprio. È una totale perdita di tem… ehi, che forte questo modello…  e questo ha uno schienale molto migliore del mio, sembra decisamente comodo…
(hihihi)
Oddio, non viene nemmeno tanto, e dovrò farci un mese con questo coso in spalla…
(muhuahaauhaaaa)
E poi…. Aspetta, cosa mi stai facendo fare… cosa sto facendo….
(Non resistere… cedi al lato oscuro!)
Nuoooooooooooooooo!!!!!


Quando torno in me ho già superato la cassa… ma lo zaino super figo non era con me. Ho resistito al lato oscuro, attraversato la palude di Dagobah e ne sono tornato più consapevole dei miei poteri.
Ma alla partenza mancano ancora 12 giorni… resisterò?

giovedì 13 agosto 2015

Il primo mese è andato...



È il 13 agosto, giorno che probabilmente non dice niente a nessuno. Ma se faccio due conti mi rendo conto che è un mese tondo tondo che mi alleno. Come scrivevo qui, un mese passa veloce solo se non lo passi a camminare
Facciamo due conti: un mese 30 giorni…
In questo mese mi sono allenato camminando (la corsa e il resto non li conteggio) 21 volte, 21 sessioni di allenamento che hanno avuto una durata che andava da un'ora alle due ore… qualche volta due ore e mezzo.
In 21 sessioni di allenamento ho macinato  154 chilometri e qualche centinaia di metri di dislivello.
Ci sarebbe anche il conteggio delle calorie, ma le app che ho usato per monitorarmi non avevano modo di tener conto dello zaino appesantito, quindi le ignoriamo.
In un mese ho messo su un po’ di calli, perso un'unghia (poca roba) e rinforzato le gambe, ma non riesco a togliermi dalla testa che questi trenta giorni che ho passato comodamente ad allenarmi poi li dovrò passare tali e quali su un lungo cammino in mezzo a verde, alle rocce, io solo con il mio zaino.

Eppure più si avvicina la partenze più ti chiedi se sei pronto e la risposta è ovviamente, no!
Si è pronti per un esame per il quale conosciamo gli argomenti,  pronti per una gara che hai potuto simulare in allenamento,  ma non per questo, non c'è niente che possa prepararmi sul serio, ed è questo che mi piace.
Così ho camminato ogni volta che ho potuto, quando c'erano 36 gradi e quando pioveva, la mattina come il pomeriggio, immaginandomi la strada da fare.

Ho letto un po’ su questo benedetto cammino di Santiago, un po’ di storie, un po’ di leggende. In molti mi hanno chiesto perché lo faccio benché non sia cattolico né altro. E sorrido. Sorrido perché la storia del cammino ha a che fare con la religione in un modo così fantasioso.
Questo san Giacomo (Sant Iago per gli amici spagnoli), è un discepolo di Jesoo, ma uno di quelli sfigati credo, migrò in spagna e convertì al cristianesimo qualcosa come 7 persone… 7!!! In un altro settore sarebbe stato licenziato in tronco, ma per essere licenziato dalla (futura) chiesa cattolica devi proprio fare qualcosa di orribile, oppure qualcosa di tremendamente buono come fece, per esempio, buon vecchio Don Gallo.
Il povero Iago tornò in Palestina e venne trucidato dai romani per ordine di Erode che lo fece decapitare. Partì poi una misson impossible per il recupero del corpo da parte dei suoi seguaci che lo portarono in Galizia e lo seppellirono senza dire ad anima viva dove ne fossero conservati i resti. Furbi. Era il 40 d.c. … fine? 
Assolutamente no, circa ottocento anni dopo… 800!!! Una stella indicò ad un vescovo il luogo della sepoltura dell'apostolo…oh se una storia ha funzionato una volta perché cambiarla? Quel luogo divenne il campo della stella, Compostela e lì venne edificata la cattedrale di Santiago, meta del cammino. Fine? 
Ma proprio per niente.
Questo è il momento della storia in cui uno scrittore in gamba si sarebbe fermato, ma chi ha scritto queste leggende si è invece fatti prendere la mano. Nacque la storia secondo cui Santiago comparve alla guida delle truppe cristiane nel 840 d.c. nella battaglia di Clavijo contro i mussulmani, che sapeva un corno il povero Iago di cosa o chi fossero i mussulmani quando era in vita… il povero santo divenne famoso con il nome di Matamoros… sul serio, l'ammazzamori… come l'ammazzasette. Lo dicevo che c'era un sacco di fantasia in questa storia.
Ovviamente non esiste un solo documento storico che accerti l'esistenza di Sant Iago nell'epoca in cui era apostolo di Jesoo, ma in fondo non ne esistono neppure sullo stesso Gesù, per cui non mi sembra il caso di fare i pignoli…
Santiago è il santo protettore dalla spagna, per cui dovrò evitare di essere sarcastico quando sarò in penisola iberica, non vorrei che il buon vecchio santo dal soprannome tutt'altro che pacifico diventasse famoso anche come il Mataclaudio…

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