Nel mese delle domande ce n'è una che in questi giorni
occupa un po’ i miei pensieri.
E qui non posso avere nessun tipo di aiuto né da chi il
cammino lo ha già fatto né dalla grande G.
Passetto indietro.
Durante i miei ultimi pellegrinaggi a Decathlon mi sono
trovato in mezzo a millemila materiali e accessori forse utilissimi, forse solo
ingombranti e pesanti, ma venduti così bene da sembrare indispensabili.
Facendo leva sulla mia capacità di resistere all'acquisto
compulsivo ho lasciato tutto lì.
"E lo zaino nuovo?" dirà il classico precisino che
leggendo tutti i post precedenti cerca una falla non solo in questa narrazione
ma pure nella mia persona!
Il punto è che io non cedo allo shopping compulsivo, ma non
resisto allo shopping ponderato, misurato, studiato, recensito e magari video
recensito su youtube.
Per lo zaino è andata esattamente così, recensioni, video,
opinioni, diari di viaggio, memorie testamentarie di chi vi si è fatto
seppellire all'interno come dimostrazione comprovata della sua resistenza e
flessibilità d'uso mi hanno portato al fantomatico acquisto ponderato.
Raramente d'impulso acquisto un capo d'abbigliamento o un
bel pezzo di tecnologia senza sapere tutto sul prodotto, sulla casa di
produzione, su chi l'ha costruito, sulla sua famiglia e se risponde alle mie
esigenze presenti, future e passate (l'hai visto mai che oltre allo skateboard volante
inventano pure la macchina del tempo).
Due esempi:
- Il tempo d'acquisto per un paio di jeans si aggira intorno
all'ora… numero di paia provate dalle 8 alle 10…
- Tempo di acquisto per il computer su cui sto scrivendo, 4
mesi dalla prima volta che ho fatto una ricerca e ho visto una recensione
online…
Acquisto d'impulso solo libri e fumetti, ma quella è
un'altra storia.
Quindi dopo tutta questa lunga premessa, qual è la
preoccupazione che occupa i miei pensieri in questo momento?
Il meteo!
Il maledetto imprevedibile meteo.
Il caldo rovente, il gelo attanagliante, l'escursione
termica che prima ti ghiaccia e poi ti sbriciola, la maledetta, irascibile,
imprevedibile, lunatica, maltrattata, e un pochettino troia, madre natura.
Finora non avevo pensato molto alla questione delle
temperature che avrei trovato, mi ero solo documentato sulle temperature dello
scorso anno in spagna lungo il cammino… ma via, lo scorso anno abbiamo avuto
una bellissima e freschissima estate… qui… là c'erano 35 gradi… a Roncisvalle,
a 1400 metri d'altezza! E mentre ieri mi trovavo a mangiare la lepre a Montespertoli,
e tremavo di freddo verso le 11 di sera mentre le temperatura si avvicinava
pericolosamente ai 23 gradi, cercavo conforto dicendomi che a quell'ora sarei
sicuramente già stato a letto, disteso nel mio magico sacco a pelo.
D'improvviso il mio gilet di pile (antisesso per
definizione, ma non proprio malaccio da guardare) mi era sembrato un'effimera
difesa contro la neve e la grandine, e niente avrebbe potuto la combo gilet e
giacca a vento…
D'improvviso abbigliamento tecnico d'alta montagna, maglioni
in pile foderati in pelo di montone sembravano un acquisto obbligato, cappelli
di lana una necessità per salvare la mia testona, pantaloni corti un'arma a
doppio taglio che mi avrebbero portato verso la rovina.
Ripeto dentro di me un antico mantra "meglio le spalle
coperte e le ginocchia scoperte", antica saggezza che dovrebbe allontanare
i dubbi sui due calzoni corti che verranno con me. Però vuol dire che devo
coprire le spalle! E quanto??? Un poncho peruviano basta? Un mantello medievale
e sufficiente? E un piumino in pile e goratex adatto ad affrontare l'Himalaya?
Il dubbio, il potente dubbio…
Mancano 10 giorni alla partenza, le previsioni meteo per il
3 settembre hanno la stessa validità di un oroscopo (oddio, forse meglio di un
oroscopo, eccheccavolo!), io attendo.
Controllo i meteo e attendo.
Preparo la borsa sperando in una media stagionale, e
attendo.
Cerco di non pensare
al freddo di ieri sera e per sicurezza mi tengo lontano da Decathlon, tira
fuori il peggio di me...

Nessun commento:
Posta un commento