giovedì 13 agosto 2015

Il primo mese è andato...



È il 13 agosto, giorno che probabilmente non dice niente a nessuno. Ma se faccio due conti mi rendo conto che è un mese tondo tondo che mi alleno. Come scrivevo qui, un mese passa veloce solo se non lo passi a camminare
Facciamo due conti: un mese 30 giorni…
In questo mese mi sono allenato camminando (la corsa e il resto non li conteggio) 21 volte, 21 sessioni di allenamento che hanno avuto una durata che andava da un'ora alle due ore… qualche volta due ore e mezzo.
In 21 sessioni di allenamento ho macinato  154 chilometri e qualche centinaia di metri di dislivello.
Ci sarebbe anche il conteggio delle calorie, ma le app che ho usato per monitorarmi non avevano modo di tener conto dello zaino appesantito, quindi le ignoriamo.
In un mese ho messo su un po’ di calli, perso un'unghia (poca roba) e rinforzato le gambe, ma non riesco a togliermi dalla testa che questi trenta giorni che ho passato comodamente ad allenarmi poi li dovrò passare tali e quali su un lungo cammino in mezzo a verde, alle rocce, io solo con il mio zaino.

Eppure più si avvicina la partenze più ti chiedi se sei pronto e la risposta è ovviamente, no!
Si è pronti per un esame per il quale conosciamo gli argomenti,  pronti per una gara che hai potuto simulare in allenamento,  ma non per questo, non c'è niente che possa prepararmi sul serio, ed è questo che mi piace.
Così ho camminato ogni volta che ho potuto, quando c'erano 36 gradi e quando pioveva, la mattina come il pomeriggio, immaginandomi la strada da fare.

Ho letto un po’ su questo benedetto cammino di Santiago, un po’ di storie, un po’ di leggende. In molti mi hanno chiesto perché lo faccio benché non sia cattolico né altro. E sorrido. Sorrido perché la storia del cammino ha a che fare con la religione in un modo così fantasioso.
Questo san Giacomo (Sant Iago per gli amici spagnoli), è un discepolo di Jesoo, ma uno di quelli sfigati credo, migrò in spagna e convertì al cristianesimo qualcosa come 7 persone… 7!!! In un altro settore sarebbe stato licenziato in tronco, ma per essere licenziato dalla (futura) chiesa cattolica devi proprio fare qualcosa di orribile, oppure qualcosa di tremendamente buono come fece, per esempio, buon vecchio Don Gallo.
Il povero Iago tornò in Palestina e venne trucidato dai romani per ordine di Erode che lo fece decapitare. Partì poi una misson impossible per il recupero del corpo da parte dei suoi seguaci che lo portarono in Galizia e lo seppellirono senza dire ad anima viva dove ne fossero conservati i resti. Furbi. Era il 40 d.c. … fine? 
Assolutamente no, circa ottocento anni dopo… 800!!! Una stella indicò ad un vescovo il luogo della sepoltura dell'apostolo…oh se una storia ha funzionato una volta perché cambiarla? Quel luogo divenne il campo della stella, Compostela e lì venne edificata la cattedrale di Santiago, meta del cammino. Fine? 
Ma proprio per niente.
Questo è il momento della storia in cui uno scrittore in gamba si sarebbe fermato, ma chi ha scritto queste leggende si è invece fatti prendere la mano. Nacque la storia secondo cui Santiago comparve alla guida delle truppe cristiane nel 840 d.c. nella battaglia di Clavijo contro i mussulmani, che sapeva un corno il povero Iago di cosa o chi fossero i mussulmani quando era in vita… il povero santo divenne famoso con il nome di Matamoros… sul serio, l'ammazzamori… come l'ammazzasette. Lo dicevo che c'era un sacco di fantasia in questa storia.
Ovviamente non esiste un solo documento storico che accerti l'esistenza di Sant Iago nell'epoca in cui era apostolo di Jesoo, ma in fondo non ne esistono neppure sullo stesso Gesù, per cui non mi sembra il caso di fare i pignoli…
Santiago è il santo protettore dalla spagna, per cui dovrò evitare di essere sarcastico quando sarò in penisola iberica, non vorrei che il buon vecchio santo dal soprannome tutt'altro che pacifico diventasse famoso anche come il Mataclaudio…

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