sabato 1 agosto 2015

Un mese passa veloce solo se non cammini tutto il giorno..



Oggi mi sono svegliato con molta tranquillità.  Il sabato me lo concedo.
Metto la sveglia ad un'ora vergognosamente tarda, abbasso gli scuri delle finestre per non far filtrare un solo raggio solare e resto in letargo fin quando il mio stomaco non protesta perché ha fame e mi costringe giù dal letto.
D'estate questo mio programma del fine settimana funziona meno per alcuni piccoli bug.
1- non posso chiudere completamente gli scuri, almeno che non voglia dormire con 50 gradi in camera. Per cui già alle nove il prepotente sole estivo fiorentino invade il mio sonno e mi ricordare che devo muovere il culo giù dal letto.
2- le fregatura. Il caldo. Non tanto il caldo in sé, quello lo combatto con tecnologia e ventole, ma la sete. I litri d'acqua bevuti durante la sera precedente diventano la sveglia naturale che puoi rimandare solo una volta o due, ma che poi ti costringe ad alzarti.
Nonostante i punti 1 e 2 oggi mi sono svegliato con molta tranquillità, ho fatto un paio di piacevoli acquisti online e mi sono reso conto che è il primo agosto e che non posso più continuare a rimandare.
Perdonatemi per quello che scrivo, che scriverò, perdonatemi anche solo per il fatto che sto scrivendo, la verità  è che il mondo non ha bisogno di un altro blog. Nessun motivo, nessun contenuto mi può giustificare. Il mondo non ha bisogno assolutamente di un altro blog. Punto.
Premesso che odio le persone che finiscono le frasi con "punto", voglio aggiungere una postilla a quanto scritto: il mondo non ha minimamente bisogno di un altro blog figuriamoci di un blog sul Cammino di Santiago.
Ovvia.
Quindi?
Quindi manca un mese. Il primo settembre verso le 19 partirò, scalo a Barcellona, notte in aeroporto, altro aereo, e rotta per San Sebastian (Spagna) e poi treno, direzione Saint Jean pie-de-port (Francia) punto di partenza per il cammino.
Le mie gambe si preparano a fare quello che è chiamato il Camino Francés, 800 chilometri comodi comodi per raggiungere Santiago di Campostela.
Manca un mese alla partenza, un mese che se lo passi a Firenze d'agosto può sembrarti infinito oppure volare via in un momento, ma se pensi che questo mese che viene, lo passerai disegnando, guardando film, serie tv, repliche dei simpsons a pranzo, leggendo libri e fumetti, questo stesso mese lo dovrai poi passare camminando allora cominci piano piano a comprendere la dimensione di quanto saranno lunghi quei circa 30 giorni di passeggiata.
Ma da bravo figlio degli anni 80 so che è l'allenamento e la preparazione la chiave del successo di un'impresa, ce l'hanno insegnato Rocky, Daniel-san e pure l'A-Team! 
E così mi sto allenando, sto facendo i compiti a casa per non sfigurare. Sono 3 settimane che mi alleno, scarpe nuove (nuove lo erano 3 settimane fa), zaino carico a 14 kg (più del doppio di quanto sarà…) e camminate giornaliere! E poiché non ho un maestro Muten né un maestro Miyagi devo far controllare i miei allenamenti ad fredde applicazioni tecnologiche, e noto sempre un filo di disappunto quando la vocina elettronica mi comunica che la velocità della mia camminata diminuisce.
Confusione eccitazione, frasi slegate le une dalle altre e il concetto che volevo chiarire all'inizio si è perso per strada.
Ho letto che il Cammino comincia nel giorno in cui decidi di partire e poi continua per tutta la vita, è un'esperienza che ti porti dentro e non si esaurisce. Quindi questo blog inizia con quasi 2 mesi di ritardo dalla mia vera partenza ovvero l'acquisto del biglietto aereo, e con tre settimane di ritardo dall'acquisto delle scarpe e l'inizio dell'allenamento e in questi due mesi, ma soprattutto in queste tre settimane ho avuto modo di pensare a molte cose mentre camminavo e tutti quei pensieri adesso stanno venendo a galla e schiacciando quello che doveva essere il topic (topic vuol dire argomento di discussione… lo scrivo nel caso mia mamma mi stesse leggendo, ma spero che tutti gli altri capiscano senza problemi) ovvero: perché stai affollando internet con l'ennesimo blog???
Una mia amica che è partita per un lunghissimo viaggio sta tenendo un blog (povero innocente internet subissato dai blog) e mi ha scritto che scrivere un blog la sta portando a prestare più attenzione a quello che vive e sente in questa sua esperienza.
La scrittura è la memoria a cui facciamo affidamento quando ci dimentichiamo anche i compleanni dei fratelli e dei cugini, la scrittura ci ricorda chi siamo e cosa siamo stati e a volte ci mostra cosa diventeremo.
Ecco, forse è per questo che terrò questo blog, per me, per il me di ieri, per il me che sta scrivendo, e per quello che sarò tra due mesi. E anche per mandare un messaggio di soccorso se, trovandomi in mezzo ad un prato nel niente spagnolo, fossi attaccato da un branco di lupi nel pieno della notte… non ci sono i lupi in spagna, vero?





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