Mi piace l'avventura.
Quando avevo 20 anni partii in macchina con Roberto, il mio
più vecchio e caro amico per Parigi. Ok, destinazione strana per due amici, ma
tant'è.
Ci mettemmo due giorni per arrivare, io non avevo la patente
e poteva guidare solo lui.
Per capire questa storia bisogna fare un minimo mente
locale.
Era il 2000, l'era pre-internet che pensandoci oggi mi fa sentire
molto più piccolo in un mondo molto più grande.
Prendemmo informazioni sul viaggio spulciando (a scrocco, of
course) da molte guide turistiche seduti con estrema faccia tosta alla Feltrinelli
e prendendo appunti come se fossimo in biblioteca.
Informazioni quasi inutili, alcune sul cibo, alcune sul
clima (era agosto, cosa pensavamo di trovare la neve???) alcune riguardavano le
bande che controllavano le varie zone della città, doveva essere la guida
strategica per i Guerrieri della notte, vai a sapere.
Alla fine una guida la acquistammo pure, pensa te che
spendaccioni eravamo.
Partimmo una mattina di inizio agosto verso le 11, alle 19
arrivammo a Valence, una città sotto Lione.
Per arrivarci eravamo passati dalla costa, perché non
facemmo il passo del Fréjus? Perché non c'era internet, semplice… e allungammo
così, non di poco, il viaggio.
A Valence mangiammo una pizza orribile, girellammo per la
passeggiata del centro e alla fine cercammo un posto dove dormire.
E nemmeno per un secondo ci passò per la mente l'idea di
dormire in un albergo!!!
Andamo con la macchina poco fuori città cercando un posto
dove accamparci per poter dormire.
Trovammo uno spiazzo verde, una specie di prato circondato
da alberi e cespugli, vicino alla ferrovia, un paio di camper dovevano aver
avuto la stessa idea, per cui parcheggiammo la macchina un po’ distanti da
questi e pensammo di passare la notte lì.
Col senno di poi ci saremmo dovuti accorgere che quello si
trattava di un piccolo campo nomadi.
A questo punto, nella più totale incoscienza ci siamo messi
a dormire in macchina.
Nel corso della notte sono successe le seguenti cose.
Primo: Un incendio sui binari a circa 50 metri da dove ci
trovavamo, quindi proprio vicino ai camper. Ovviamente ci siamo svegliati e la cosa non ci ha turbato più di
tanto (ma che cavolo avevamo nella testa???).
Secondo: era quel momento della notte ancora così lontano dall'alba che le ombre la facevano da
padrone, l'incendio era stato/si era spento. Era una notte fresca e silenziosa,
quando ad un certo punto una macchina entra non proprio lentamente in quella
specie di prato e i suoi fari illuminano a giorno la nostra macchina.
Mi sveglio e penso di non essere mai passato più velocemente
dallo stato di sonno ad uno stato completamente vigile.
Seguo con attenzione i movimenti della macchina che sembra
voler andare a parcheggiare vicino ai camper. Mi chiedo se devo svegliare
Roberto.
Quando lui stesso mi fa "sono sveglio anch'io e ho già
la mano sulla chiave, se si avvicinano schizziamo via".
E mi viene da ridere, perché girandomi vedo che era sdraiato
con sedile abbassato dalla parte del guidatore e se ne stava tutto storto per
arrivare con la mano alla chiave.
Siamo rimasti vigili per 10 minuti? Un'ora? Non lo so mica. So
solo che ad un certo punto ci siamo addormentati.
Verso le sette, con il primo sole, ci siamo alzati, cambiati
le magliette in piedi davanti al bagagliaio della nostra macchina con un cane
che ci abbaiava contro particolarmente incazzoso e, speravamo, ben legato ad
uno dei camper.
E poi ce ne siamo andati, tutti tranquilli, come se niente
fosse…
Arrivati a Parigi ci siamo dovuti confrontare con la carenza
di preparazione logistica del nostro viaggio. Sì, eravamo arrivati a Parigi, e
volevamo dormire in tenda, eravamo equipaggiati e pronti a spendere il meno
possibile all'insegna del barboneggiamento (sì, ho scritto barboneggiamento). Ma
sapevamo dov'era il campeggio? Assolutamente no, e per di più avevamo la
malsana idea che ce ne fosse uno sotto la tour Eiffel… certo, un campeggio
sotto la tour Eiffel.. come no… e un vespasiano davanti all'entrata del Louvre
non ce lo vuoi mettere?
Girammo a caso, letteralmente a CASO, per Parigi sperano di
trovare un'idea su dove si trovasse un campeggio e nemmeno per un momento ci è
passata per la testa l'idea di chiedere a qualcuno!
Dopo un paio d'ore ci fermammo per riposarci in un giardino,
c'erano dei ragazzi che giocavano a basket, noi eravamo a pezzi e questa
situazione di super stanchezza ci portò a considerare l'inconsiderabile:
saremmo potuti andare per una notte in albergo!
Campo nomadi = nessun problema
Albergo = sconfitta personale.
Ovvio, era la stanchezza che parlava, non noi, eravamo
posseduti.
Ripartimmo affranti, un ultimo tentativo e come per magia un
cartello camping comparve di fronte a noi. Un cartello solitario e lontanissimo
dal campeggio. Come se voi vi trovaste a sesto e avvistaste un cartello che vi
indica la piscina costoli a Campo di Marte!!! (questo paragone è divertente
solo se siete di firenze)…ok, diciamo che ci trovavamo all'incirca in rue
Victor Hugo (guardate una cartina di Parigi per comprendere quanto fossimo
lontani) e il cartello indicava, ovviamente, il campeggio in Bois de Boulogne… Ovviamente.
Ma senza internet era meno ovvio.
Insomma, mi piace l'avventura, forse mi piace un po’ soffrire,
un concetto quello del Soffrire legato a filo doppio con quello di Avventura.
Perché scrivo questo post che non ha niente a che fare con
il Cammino? Perché sostanzialmente mi ha preso la mano, io volevo solo far
notare come fossero tornati qualcosa come 34 gradi e stesse facendo un gran
caldo… oh, a volte va così, cominci con l'idea di scrivere qualcosa e ti
ritrovi in un campo nomade poco fuori da Valence… è l'Avventura!
Aggiungo solo che PRIMA di partire:
RispondiEliminaa) io avevo perso il portafoglio con dentro tutti i soldi per il viaggio. Ero stato un'ora a cercarlo, poi ho chiamato Claudio per dirgli che NON partivamo. Poi ho ritrovato il portafoglio, che era finito dietro il cassetto davanti della mia Hyundai.
b) Finalmente partiti, ci siamo fermati a fare benzina al primo autogril che si incontra uscendo da Firenze ( tipo 2 km). Ripartendo, ho fatto un incidente con una macchina. Bassa velocità, ma un faro è andato. La macchina si è presa tutta la colpa, ma siam partiti SENZA un faro.
Durante un terribili nubifragio a Parigi, ci avrebbe fatto comodo...