martedì 1 settembre 2015

Casa è dietro di me, il mondo è avanti...






E così si parte.
Ho fatto i compiti a casa.
Ho preparato lo zaino e con un giorno d'anticipo! In prastica ho cominciato l'operazione tetris verso le 14 e più o meno l'ho finita adesso.
Peso dello zaino circa 6 chili. Dieci in meno di quello con cui mi son allenato.
Che abbia dimenticato qualcosa?
Ovviamente la borraccia è vuota, ma anche lo zaino tutto sommato sembra ben lontano dal voler esplodere. Domani vedremo come attraverserà il controllo bagagli a mano.
Per gli ultimi acquisti di oggi, quelli d'impulso come le caramelle quando ti trovi alla cassa (regola assolutamente non valida per me visto che a volte scelgo la cassa in base alle caramelle) un capiente marsupio molto maschio che porterà un po’ di tecnologia e pensateria varia per evitare qualsivoglia tipo di noia all'imbarco, oh, mica le ho fatte io le regole, io sfrutto solo le falle così come salirò sull'aereo con la giacca a vento in braccio, farà freddo? Non penso proprio, ma è il pezzo più ingombrante della valigia.
Nota sul meteo, ci sono 20 gradi a San sebastian, e stessa temperatura a Saint Jean pied de Port, per cui all'arrivo la giacca potrebbe anche servirmi… italia 35 gradi, spagna 20…
Volevo scrivere un post sulle 5 cose che non mi mancheranno in questo mese di viaggio, ma ormai direi che è tardi e non ho il tempo di star qui a scrivere post su post, diciamo solo che l'idea di non sentire la voce e le parole di Salvini e dei suoi fottuti seguaci non mi dispiace per niente. In generale l'idea di stare lontano dall'umanità non mi dispiace per niente.
Non sentirò stronzate contro gay, non sentirò di violenze connesse a pseudo fede di qualsivoglia tipo (religiosa o calcistica), non sentirò di mega risse e adolescenti che muoiono in discoteca, non sentirò Del Debbio né tg4 né studio aperto, e soprattutto eviterò di vedere le facce compiaciute di tutti quelli che torneranno nelle prossime ore dalle vacanze, dal mare, abbronzati e totalmente privi del ricordo di come si guida in città.
Un mese così, per quanto faticoso, non dev'essere per niente male.

Domani a quest'ora sarò all'aeroporto di Barcellona, barboneggiando sulle panchine cercando un angolo dove poter passare la notte in vista del volo per San Sebastian alle 6.00…
E questo è il momento giusto per chiudere il mese delle domande con l'unica vera importantissima domanda che ho evitato di pormi: Perché lo faccio?
è difficile rispondere, chi lo fa per fede ha una risposta comoda comoda servita su un piatto d'argento. E io perché lo faccio?
Lo faccio perché lo voglio fare.
Lo faccio perché sono spinto dal più grande motore dell'umanità, la curiosità.
Lo faccio per un bisogno di avventura, per il bisogno di svegliarmi ogni giorno in un posto diverso e con orizzonti nuovi verso cui camminare senza sapere cosa succederà al passo successivo.
Lo faccio per mettermi alla prova.
Lo faccio perché, come diceva qualcuno, ho viaggiato troppo poco.
Lo faccio perché voglio vedere com'è un'altra fetta di mondo.
Lo faccio perché voglio scoprire se e come sono in grado di cavarmela da solo.
Lo faccio per tornare a casa domani e scoprire che sono un po’ diverso e un po’ uguale a prima.

A questo punto ci siamo, si parte, e per citare un grande saggio:

Casa è dietro di me, il mondo è avanti.




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