E così si parte.
Ho fatto i compiti a casa.
Ho preparato lo zaino e con un giorno d'anticipo! In prastica
ho cominciato l'operazione tetris verso le 14 e più o meno l'ho finita adesso.
Peso dello zaino circa 6 chili. Dieci in meno di quello con
cui mi son allenato.
Che abbia dimenticato qualcosa?
Ovviamente la borraccia è vuota, ma anche lo zaino tutto
sommato sembra ben lontano dal voler esplodere. Domani vedremo come attraverserà
il controllo bagagli a mano.
Per gli ultimi acquisti di oggi, quelli d'impulso come le
caramelle quando ti trovi alla cassa (regola assolutamente non valida per me
visto che a volte scelgo la cassa in base alle caramelle) un capiente marsupio
molto maschio che porterà un po’ di tecnologia e pensateria varia per evitare
qualsivoglia tipo di noia all'imbarco, oh, mica le ho fatte io le regole, io
sfrutto solo le falle così come salirò sull'aereo con la giacca a vento in
braccio, farà freddo? Non penso proprio, ma è il pezzo più ingombrante della
valigia.
Nota sul meteo, ci sono 20 gradi a San sebastian, e stessa
temperatura a Saint Jean pied de Port, per cui all'arrivo la giacca potrebbe
anche servirmi… italia 35 gradi, spagna 20…
Volevo scrivere un post sulle 5 cose che non mi mancheranno
in questo mese di viaggio, ma ormai direi che è tardi e non ho il tempo di star
qui a scrivere post su post, diciamo solo che l'idea di non sentire la voce e
le parole di Salvini e dei suoi fottuti seguaci non mi dispiace per niente. In generale
l'idea di stare lontano dall'umanità non mi dispiace per niente.
Non sentirò stronzate contro gay, non sentirò di violenze
connesse a pseudo fede di qualsivoglia tipo (religiosa o calcistica), non
sentirò di mega risse e adolescenti che muoiono in discoteca, non sentirò Del
Debbio né tg4 né studio aperto, e soprattutto eviterò di vedere le facce
compiaciute di tutti quelli che torneranno nelle prossime ore dalle vacanze,
dal mare, abbronzati e totalmente privi del ricordo di come si guida in città.
Un mese così, per quanto faticoso, non dev'essere per niente
male.
Domani a quest'ora sarò all'aeroporto di Barcellona,
barboneggiando sulle panchine cercando un angolo dove poter passare la notte in
vista del volo per San Sebastian alle 6.00…
E questo è il momento giusto per chiudere il mese delle
domande con l'unica vera importantissima domanda che ho evitato di pormi: Perché
lo faccio?
è difficile rispondere, chi lo fa per fede ha una risposta
comoda comoda servita su un piatto d'argento. E io perché lo faccio?
Lo faccio perché lo voglio fare.
Lo faccio perché sono spinto dal più grande motore dell'umanità,
la curiosità.
Lo faccio per un bisogno di avventura, per il bisogno di
svegliarmi ogni giorno in un posto diverso e con orizzonti nuovi verso cui
camminare senza sapere cosa succederà al passo successivo.
Lo faccio per mettermi alla prova.
Lo faccio perché, come diceva qualcuno, ho viaggiato troppo
poco.
Lo faccio perché voglio vedere com'è un'altra fetta di
mondo.
Lo faccio perché voglio scoprire se e come sono in grado di
cavarmela da solo.
Lo faccio per tornare a casa domani e scoprire che sono un po’
diverso e un po’ uguale a prima.
A questo punto ci siamo, si parte, e per citare un grande saggio:
Casa è dietro di me, il mondo è avanti.

Nessun commento:
Posta un commento