domenica 13 settembre 2015

La mia nemesi

Ogni eroe è  tale nella misura che il super cattivo di turno riesce a renderlo tale.
Batman non sarebbe Batman senza Joker, Superman non potrebbe esistere senza Lex Luthor, Spiderman ha il suo Goblin, Flash ha il suo Reverse Flash, le tartarughe ninja hanno Shrader, Topolino ha Macchia nera...Insomma ci siamo capiti.
Ma com'è possibile trovare una Nemesi nel mentre del cammino di Santiago? Forse è solo tutto quel camminare che ti porta ad osservare tutto e tutti in modo maniacale, o forse è la noia, o forse è lui!
Lui.
La prima volta che lo vedo è solo di sfuggita, di spalle (qui si vedono più le spalle e gli zaini che le facce), mi passa rapido, non saluta. Molti non lo fanno. Io, personalmente, saluto sempre "Hola" e auguro "buen camino"... Gli americani di solito dicono "hello", gli orientali biascicano qualcosa mentre sorridono, i francesi mugolano. Lui non dice niente. Cammina con pantaloncini dai colori degni di un video rap degli anni 80, una maglietta bianca, occhiali da sole, cuffiette (ascolta musica), una tracolla minuscola in cui immagino abbia solo il portafogli e tiene una bottiglietta di coca piena d'acqua in mano. La prima volta credo sia un barbone, non ha zaino, né altro, non sarebbe il primo barbone che incrocio sul cammino, ma è troppo pulito. Non lo considero troppo, ho i miei piedi a cui pensare. Era il giorno 7 di cammino.
Al giorno 9 lo incrocio di nuovo. Mi supera rapido da destra, non saluta, stesso completo. Dovrebbe puzzare un bel po' ser fosse un barbone, qualcosa non mi quadra. Il giorno 9 lo incrocio due volte e poi scopro che sta andando al mio stesso albergue e lì capisco.
È russo.
Si chiama Diana (di cognome, e mi sembra perfetto per un villan).
Ha circa 30 anni.
E si fa spedire lo zaino da albergue ad albergue, uno zaino enorme, immagino pieno di pantaloncini coloratissimi!
Mentre mi cambio e soffro per la fine tappa lui ordina delle olive, una birra e lascia tutto lì, sul tavolo nel portico. Assaggia forse due olive. Poi scompare al bar in fondo al villaggio.
Oggi, giorno 11 lo rivedo, sempre senza zaino, cuffiette, bottiglietta. Ho sperato che piovesse tutta la mattina per vedere come avrebbe gestito la cosa.
Ha diluviato nel pomeriggio, Diana non l'ho visto. Ma c'è ancora tanta strada davanti.
Ah, oggi l'ho fotografato.
Il villan del cammino, si pone al di sotto anche dei ciclisti.

Sento che siano destinati a scontrarci ancora

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