sabato 12 settembre 2015

Decimo giorno: il nulla

Come si può scrivere un post sul nulla? Michael ende ci ha scritto supra uno dei più bei libri di sempre. Ma era un nulla diverso, era il Nulla che divorava tutto...
Se il Nulla passava di qui oggi faceva dieta, si bruciava al sole e tornava a casa triste!

Oggi mi sono trovato ad affrontare uno di quei giorni in cui ti fai delle domande, chi sei, chissà vuoi fare da grande(vabbè), ma sopratutto perché cavolo lo stai facendo? Credo venga per tutti questo momento, a cadenza regolare, ogni 5-6 giorni. Oggi è toccato di nuovo a me, mi è sembrato quasi di camminare di nuovo in direzione Logroño, solo che oggi avevo meno dolori, più stanchezza, meno gente con cui parlare e soprattutto un panorama che ti spezzava lo spirito. Ovunque guardassi c'era solo la plata, la pianura, i campi di grano ormai raccolto. Mi mancano un po'i vigneti.
Ho arrancato, lo ammetto, per tutta le mattina e al momento di pranzare non mi sono quasi fermato perché circondato dalle mosche. Ho deciso che odio le mosche. Tantissimo. In più il paese di Hontanas sembrava una specie di paesino fondato di fianco ad una miniera, in buca. Un posto pieni di albergue per Pellegrini e circondato dal Nulla, come minaccia per chi non volesse fermarsi. Cosa che non ho fatto. Adesso sono in un rifugio di una chiesa, credo. Non ho pagato niente. Chilometri fatti 29, pochi, oggi mi devo proprio riposare... Appena trovo una linea posterò queste quattro righe

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