domenica 6 settembre 2015

La giornata che non ti aspetti

Ieri avevo la sensazione di non aver vissuto bene sta cosa del cammino... Non so, come se mi aspettassi un'illuminazione giornaliera che ieri non è arrivata... Ero sinceramente deluso.
Oggi è stato diverso. Molto.
Il cammino si concretizza nel camminare, ma anche nella sofferenza, mentale e fisica. Una specie di cilicio a forma di zaino che ti morde le spalle e la testa. Oggi ho avuto tutto questo servito con contorno di fagioli e con un bicchiere di vino.
I piedi mi hanno abbandonato verso le 11,30, tolgo le scarpe e vedo che entrambi i pollici hanno enormi galle sotto le unghie. Medico, pulisco, invertito e raggiungo estella, la città che doveva essere la fine della tappa... Ma erano tipo le 12... E che ci si ferma così presto? Così riparto, in infradito! E sono fortunato, nas strada è pulita, senza rocce e niente di ripido. Arrivo al paese in cui dovrei dormire... Dovrei... Montemeyor se qualcosa. Niente letti!
Davanti a me 12 chilometri di nulla. Il nulla più totale come si vede dalle foto.
Sono ottimista, ancora felice per la fonte da cui esce vino e parto. 12km nel niente non mi passano più. Trovo dopo boh... Otto? Chilometri un casottino e sono pronto a dormire lì... Sono le 7...  poi ho un incontro con l'unico essere umano che stava attraversando quella strada e riparto. Arrivo a Los arcos, trovo un letto e sono felice. 37 km sulle spalle e l'ho fatta in  barba al diavolo, quello vero o forse un suo sottposto... Ma questa è un'altra storia.

Nessun commento:

Posta un commento

Popular Posts

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *